lunedì 30 marzo 2009

Fenice inquina...

Lo abbiamo sostenuto da sempre, eppure, alla fine, il termodistruttore "Fenice", uno dei due della Provincia di Potenza, oggi mostra i suoi piedi d'argilla.
Dati dell'Agenzia Regionale per la Protezione Ambiente di Basilicata (ARPBA) ha informato il sindaco di Melfi, Navazio, dell'inquinamento delle falde non solo nei pressi dell'impianto, ma sino al fondovalle... Ecco quanto riportano alcuni siti locali:


"Il Sindaco di Melfi Alfonso Ernesto Navazio con un’ordinanza, ha bloccato l’utilizzo delle acque sotterranee a valle del termodistruttore Fenice. L’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente, l’Arpba, ha comunicato lo stato dell’inquinamento delle falde acquifere sotterranee non solo nel perimetro del termo distruttore ma anche a valle, fino ad arrivare alla zona dello zuccherificio. Navazio ha dichiarato di voler far luce al più presto sulla vicenda per capire se questo inquinamento delle acque sia derivato da attività industriali o se sussistano cause geologiche scatenanti. “Il compito primario delle amministrazioni è quello di vigilare per salvaguardare la salute dell’intera cittadinanza e di trovare una soluzione efficace al problema” commenta il sindaco della città federiciana “. “L’Arpba sta continuando a monitorare la situazione con il supporto dell’Università degli Studi della Basilicata, noi abbiamo chiesto di essere costantemente informati sull’evolversi della situazione” conclude Navazio. I componenti del comitato 1993 "No a Fenice” hanno chiesto la convocazione di un consiglio comunale aperto con tutti i sindaci dell’area nord per fare il punto della situazione e trovare una soluzione al problema. Intanto i cittadini chiedono di saperne di più, di conoscere cosa sta succedendo all’ambiente in cui vivono. "
Oltre ad essere ulteriormente preoccupati per lo stato di salute pubblica in cui versa l'intera area e particolarmente Lavello, chiediamo che il Sindaco del nostro comune, il dott. Annale, chieda chiarimenti ed informi la cittadinanza sullo stato dei fatti, nonché si impegni, nei luoghi istituzionali appropriati a portare avnti la proposta-protesta contro la termodistruzione.

domenica 29 marzo 2009

Le spese inutili del Comune di Lavello (PZ)

Siamo in un momento di crisi generale, il Comune di Lavello, inoltre, ha una situazione finanziaria che sembra sia molto negative, per taluni addirittura al limite del "dissesto"! - queste le notizie che circolano in Città e quello che dicono alcuni conti fatti dagli amministratoti.
Tanto è vero che il Comune ha venduto una società energetica a capitale pubblica, la "Lavello Gas", perché non riusciva a gestirne i costi... prima ci ha provato il Sindaco Di Noia, poi il Commissario Prefettizio ha agito... Parlare del passato, tuttavia, non serve, dobbiamo pensare al presente.
Della Giunta Annale possiamo discutere di molte cose che, a nostro avviso, fa quasi con i piedi, ma in questo breve post vogliamo segnalare l'ennesima (certo piccola) spesa inutile.
Con data 25/2/2009, il responsabile del servizio, ha impegnato per una spesa di € 1.500,00 l'acquisto di 50 licenze di un programma antivirus per i calcolatori della rete Comunale. Ora, l'antivirus va acquistato di tanto in tanto affinché si disponga di una protezione sufficiente, ma l'aggiornamento, affinché sia legale, deve essere pagato, così come il Comune dovrebbe pagare le diverse licenze dei tanti programmi che sono in uso nei sui uffici (il pacchetto Microsoft Office, ad sempio costa circa 100,00€ a licenza nei diversi negozi).
E' pensare che il nostro Comune - come tutte le pubbliche amministrazioni italiane - potrebbero non spendere neanche 1 €cent per i suoi programmi, come? Semplice, utilizzando i tanti programmi open-source (qui una lista molto ampia) che, udite udite, costano... 0,00€!!!
Il nostro Comune avrebbe potuto scaricare ed installare, ad esempio, sui suoi PC l'antivirus open-source Moon Secure AntiVirus, senza dover sborsare soldi...
A questo punto urge un suggerimento agli amministratori, se fosse necessario acquistare un qualunque programma per il Comune, verificate prima se esiste o meno un software gratuito e legale, come OpenOffice.org (una pacchetto libero e gratuito UGUALE a Microsopf Office).
In tutti i casi, perché non si imitano i casi di eccellenza su questo tema? In Francia persino la polizia ha deciso di passare ad utilizzare solo programmi e sistemi operativi liberi e gratuiti così da evitare di spendere diversi milioni di euro in licenze.
I polizziotti d'oltralpe urtilizzeranno Ubuntu Linux, con tutti i software gratuiti che dispone... noi, invece, vogliamo spendere soldi...

Vendola a Potenza!

Ieri, 28/03/2009, a Potenza, Sala Inguscio, il compagno Nichi Vendola è intervenuto all'incontro de "Sinistra per la Basilicata", gruppo composto da Movimento per la Sinistra e Sinistra Democratica lucane.
L'incontro è stato molto partecipato ed si sono toccati alcuni tempi che tra breve, particolarmente nella campagna elettorale per le provinciale, animerà i dibattiti e deciderà delle allenze.
Ulderico Pesce introduce con una sua "pièce" che parla di scorie nucleari a Scanzano e denuncia, con il racconto tra contadini, storia, indignazione e denuncia... una difficile situzione, tra complicità della politica e dell'indifferenza.
I due interventi precenti a quello di Vendola - Carlo Petrone (SD) e Rocco Rivelli (MpS) - hanno sottolienato molti punti che mettono in chiaro alcune cose, tra cui ricordiamo:

- la conclusione del centro-sinistra come strategia politica;

- la necesità di costruire una Sinistra che sappia innovare la politica regionale;

- la questione morale e della buona amministrazione.

Temi, questi, che pongono già un freno ad allenza che siano legate, e che non vogliano svincolarsi, dalla pratica clientelare e particolaristica che ha visto per troppo tempo caratterizzare la vita pubblica lucana. Non è una novietà, infatti, dire che molti lucani considerino parti del Pd o dei Socialisti come portatori di un modo di fare politica "affarista", tuttavia, quello che sarà delle alleanze loca dipenderà da tante cose.
Vendola, infine, vola alto. Ripercorre i motivi della scelta fatta per MpS, la necessità di ricostruire la trama delle relazioni sociali e della urgenza di ascoltare i lamenti di una terra, il Sud, ora dimenticato più che mai, di un lavoro offesso e ridivenuto merce piuttosto che essere preservato come strumento di ingegno, emancipazione e libertà, una libertà che va declinata da Sinistra...
Un bel incontro, un bel partire... a noi costruire qui e subito la Sinistra Lucana.

sabato 21 marzo 2009

Achille Serra sulle frasi del Ministro Brunetta...

«Dal ministro frasi pericolose. La protesta è sacrosanta», intervista ad Achille Serra (da "l'Unità" del 20 marzo 2009)

«Sono affermazioni sconcertanti. Aizzare in questo modo gli animi degli studenti è molto pericoloso». Achille Serra scuote la testa quando gli vengono riferite le parole di Renato Brunetta, quel «guerriglieri» che il ministro della Pubblica amministrazione ha scagliato contro i ragazzi dell’Onda. Il senatore del Pd tira fuori un libro che ha pubblicato tre anni fa, quando era prefetto di Roma: “Poliziotto senza pistola”. È come lo avevano ribattezzato i cronisti di Milano, per via della sua propensione per la mediazione. Serra legge la parte dedicata al ‘68, quando da vicecommissario si misurò con la contestazione studentesca. «È colpa dello Stato se in quegli anni difficili si creò un antagonismo forte tra il movimento studentesco e le forze dell’ordine. È colpa dello Stato, che non ha saputo trovare la via del dialogo».
Vede il rischio di un ripetersi della situazione?
«Non si può dire agli studenti che sono dei guerriglieri o, ancora più sconcertante, che non hanno neanche la dignità dei guerriglieri, che sono una cosa seria».
Perché secondo lei il ministro ha fatto simili affermazioni?
«Non saprei, però evidentemente non si è reso conto di che cosa significhi una provocazione dell’ordine pubblico. Aizzare così gli animi degli studenti mi sembra, oltre che superficiale, molto pericoloso».
Condivide l’appello a moderare i termini lanciato ai politici dall’Associazione nazionale funzionari di polizia?
«Pienamente. I funzionari di polizia stanno sulla strada, sanno che con le provocazioni il pericolo di avere delle reazioni scomposte è reale. Lo abbiamo visto nel ‘68, quando lo Stato non seppe trovare la via del dialogo. Che va cercato a tutti i costi e in qualunque modo».
Cosa succedeva allora e che cosa si rischia di far succedere oggi?
«Gli studenti non si rendevano conto che noi poliziotti eravamo dei giovani come loro, e che lanciare una bottiglia molotov a noi non significava tirarla allo Stato. Se si aizzano gli animi a rimetterci sempre sono purtroppo le forze dell’ordine, che si trovano in piazza a dover contrastare la rabbia di questi giovani che si sentono chiamare guerriglieri, e gli studenti stessi».
Il ministro però, pur dopo molte sollecitazioni, non ha fatto dietrofront.
«Io mi auguro che lo faccia, perché per un governo è doveroso ricercare il confronto con i giovani, fino all’esasperazione. In questo caso non c’è stato neanche il minimo tentativo di ricercare un dialogo».
Questo vuol dire che sposa la causa dei contestatori?
«No, non significa questo. Però da tecnico dell’ordine pubblico, più che da politico, non posso non sottolineare il pericolo di certe affermazioni e le conseguenze che possono provocare. Conseguenze che non si vanno poi, se non indirettamente, a riversare sul governo e su chi pronuncia certe parole, ma, ripeto, sulle forze dell’ordine».
Secondo lei la gravità delle affermazioni richiedere un intervento del premier?
«Non credo che Brunetta abbia bisogno di tutele. Il ministro in altre circostanze ha dimostrato di essere molto più prudente, riveda la sua posizione e non definisca più né sbandati né guerriglieri studenti che reclamano una loro autonomia e un loro diritto allo studio. La protesta di questi ragazzi è sacrosanta».

giovedì 19 marzo 2009

Il peggio sta sempre a Sinistra...

Oggi ci sono stati gli scontri all'Università "La Sapienza" di Roma degli studenti della così detta "Onda", il Ministro Brunetta li definisce "guerriglieri" e dichiara che lo Stato li tratterà come tali (alias a manganellate e con le armi in pugno?).
Ora, spessissimo i militanti dei movimenti di sinistra reagiscono con forza ed anche con violenza alla presenza della Polizia mandata lì per evitare che possano esprimere la loro opinione (indipendentemente dal fatto che sia giusta o meno). La Sinistra di Movimento, forse dovrebbe imparare a utilizzare la loro forza in modo intelligente, senza che si scada nello scontro con le forze dell'ordine, ma c'è sempre mala informazione oggi...
Pensiamo a quello che è successo un po' di tempo fa e come si è comportato un partito politico di destra (Forza Nuova) rispetto alla libertà d'informazione con la trasmissione "Chi l'ha Visto?".
Vedete il video qui sotto, solo 10 minuti...



Ed ora quello che è successo oggi, insomma, il peggio sta sempre a Sinistra? E se alla fin fine tutto fosse ben congegnato per delegittimare all'opinione pubblica i giovani che si ribellano a decisioni che reputano non solo sbagliate, ma contro le quali non posso fare nulla? E se invece compiono degli atti così forti sono gruppi di destra (magari estrema) non deve fare così eco?




Inoltre, perché le tante asurdità che i politici di destra e centro-destra che passano in TV non trovano mai un interlocutore che contraddica con forza? Forse l'appello di Nanni Moretti vale ancora oggi (sic!!!).

mercoledì 18 marzo 2009

Sciopero dei Lavoratori della Conoscenza...

Scritto da Mimmo Pantaleo - Segretario Generale FLC-CGIL (dal sito di MpS).
Le politiche del Governo Berlusconi stanno portando un attacco profondo ai diritti costituzionali e ai diritti del lavoro. Siamo di fronte ad una involuzione autoritaria della nostra democrazia che rischia di rimanere tale solo formalmente. La scuola, la ricerca pubblica, l’università, i conservatori, le accademie, la formazione professionale sono solo d’intralcio a questo disegno scellerato. Non è un caso che i primi settori ad essere colpiti siano stati e siano tuttora quelli della conoscenza. Non solo non si intravede alcun progetto che prefiguri l'uscita da una crisi che viene già pagata dai più deboli e che salvaguarda, al contrario, gli interessi dei più forti ma la crisi stessa diventa l’occasione per accelerare questo progetto regressivo. I provvedimenti del Governo cancellano la contrattazione e i diritti del lavoro, per lasciare il posto al potere unilaterale della dirigenza su reclutamento, carriere, salario, organizzazione del lavoro, provvedimenti disciplinari. L'accordo separato del 30 ottobre sul protocollo per il pubblico impiego e quello del 22 gennaio sul modello contrattuale vanno esattamente in questa direzione: i contratti del secondo biennio, una manciata di spiccioli concessi dal Governo, sono l'anticipazione dei futuri contratti nazionali. La grande partecipazione ai referendum e l'esito del voto certificato nella consultazione della scuola, con il 95 per cento di NO, conferma e rafforza il giudizio negativo della FLC su quelle intese. Il disegno di legge sulla regolamentazione delle azioni di lotta nei servizi pubblici locali ha come unico obiettivo quello di limitare il diritto allo sciopero ed è un ulteriore segnale della pericolosa deriva autoritaria del Governo. La Legge 133/08 e la Legge Finanziaria 2009 hanno previsto insostenibili tagli al sistema dell'istruzione e della formazione. Si riduce il tempo scuola e l’offerta formativa, si stravolge il modello del tempo pieno e prolungato eliminando le compresenze. E’ allo stesso tempo un attacco al sistema e ai lavoratori a partire da quelli precari che potrebbero essere condannati ad un futuro ravvicinato di disoccupazione. Nella scuola si tagliano 150.000 posti di lavoro.
L’università pubblica è ormai al collasso. I tagli pesantissimi ai bilanci stanno già producendo i loro effetti mentre incombe sugli enti di ricerca i disegno di una ancora più forte sudditanza nei confronti della politica. Come se ciò non bastasse è in discussione al senato il disegno di legge che cancella le stabilizzazioni e porta al licenziamento di migliaia di precari negli Enti di ricerca e nelle Università. E indispensabile l'immediato ripristino delle risorse tagliate con la legge 133/08; è necessario mettere in campo un vero progetto riformatore che integri le politiche in tutti i comparti della conoscenza pubblica; la definizione di regole democratiche sulla rappresentanza prevedendo il voto dei lavoratori su tutti gli accordi; il ritiro dei provvedimenti Brunetta sulla malattia;la difesa dell'occupazione aprendo un tavolo interministeriale di confronto sul precariato per garantire i necessari processi di stabilizzazione e l'estensione degli ammortizzatori sociali; le garanzie di una maggiore qualità dell'offerta formativa nella scuola dell'obbligo pesantemente peggiorata dai regolamenti della Gelmini; il ritiro del disegno di legge ammazzaprecari e del ddl Aprea contro la libertà di insegnamento; sono queste le ragioni per cui oggi i lavoratori e le lavoratrici della conoscenza scioperano e manifestano assieme agli studenti dell’onda e alle famiglie e faranno sentire nuovamente la loro voce il 4 aprile assieme a tutta la CGIL.

La Sinistra e Liberta... si parte!

Si parte ufficialmente il 21 Marzo da Piazza Farnese, Roma... Parte una esperienza unitaria di forze politiche socialiste, socialdemocratiche, comuniste ed ecologiste, insomma, forze che si riconoscono nel pieno del grande bacino di valori e tradizioni della Sinistra italia ed europea.
Il 21 speriamo sia un inizio di percorsa lungo e fruttuoso che porti anche in Italia alla nscita di una formazione politiche uguale alla "Die Linke" tedesca o alla "Izquierda Unida" spagnola.
Iniziamo a camminare insieme!

lunedì 16 marzo 2009

Sinistra e Libertà...

Tutti - avversari compresi - dicono che ci sia bisogno di Sinistra. E c'è bisogno di una Sinistra che ricominci ad avere una sua rappresentanza nelle istituzioni. A cominciare da quelle europee e dagli enti locali. C'è bisogno di Sinistra, insomma, in un Paese governato da una Destra che ha uno slogan chiaro in testa: "Calce e randello, speculazione edilizia e ronde" (per usare la definizione di Nichi Vendola). La Destra peggiore. Come contrastarla? Come contrastarla in un Paese dove la maggioranza, d'intesa con l'opposizione democratica, ha fissato la soglia del quattro per cento, sotto la quale non c'è rappresentanza?
Lo strumento, lo strumento per garantire che ci sia una Sinistra, che continui ad esistere una Sinistra, è stato presentato stamattina. E' la lista unitaria che correrà per le europee. Si chiama "Sinistra e libertà". E' un "cartello" che vuole raccogliere quei mille pezzi di opposizione sparsi in Italia, che si sono manifestati in questi mesi. E' la lista che aggrega quattro forze politiche: il Movimento per la Sinistra, la Sinistra Democratica, i Verdi e il Partito Socialista (quello di Nencini).
Avrà un suo simbolo. Un cerchio rosso e bianco, sotto - piccoli - i "loghi" delle famiglie europee di appartenenza: il Pse, il Gue, i Verdi.
Si parte, insomma. Certo non si parte da zero, perché per dirla con Marco Di Lello, socialista, alla conferenza stampa, "i sondaggi non commissionati da noi ci danno fra il 3,3 ed il 6%. Lanciamo il quorum oltre l'ostacolo". Si comincia, ma certo non sarà facile. Perché la crisi, la devastante crisi economica - lo sanno tutti - in nessuna parte del mondo favorisce la Sinistra. E allora, usando di nuovo l'espressione di Nichi Vendola, il primo compito "è quello di ritrovare le parole che mancano all'Italia".
Le prime due da "recuperare" sono appunto quelle contenute nel nuovo simbolo. Ecco come la vede Achille Occhetto, anche lui presente alla presentazione, in veste - ci ha tenuto a sottolinearlo - di "semplice militante". "Dobbiamo ridare alla sinistra la parola libertà. Il Pd ha demolito e tolto la parola sinistra. Senza libertà non c'é né democrazia né sinistra. Va recuperata la parola libertà, gettata nel fango da Berlusconi".
Una Sinistra dei diritti, allora, una Sinistra che recupera il suo rapporto col sociale. A cominciare da chi è vittima del disastro provocato dal neoliberismo. Su questo, sul dramma della situazione economica nel nostro paese, ha insistito molto Vendola: "Berlusconi ha detto che sono stati versati dei soldi verissimi alle imprese; perché allora le imprese licenziano? Se ricevono soldi noi chiediamo che ci sia una moratoria sui licenziamenti, uno stop". E ancora: "Proponiamo la detassazione della cassa integrazione". Senza contare che in Italia si potrebbe fare quello che, ad esempio, ha fatto la sinistra in Puglia: "Farsi carico degli oneri fiscali per le badanti". Anche per questa strada si sostengono i redditi più bassi, le persone più bisognose.
Altre proposte verranno dal confronto che la lista vuole sviluppare in tutto il Paese, con i soggetti sociali interessati. Ma il programma, anche il più dettagliato, rimanda sempre allo stesso problema: in questo Paese c'è bisogno di Sinistra. Perché la sua assenza - è ancora il Governatore della Puglia - "pesa sulle persone e consente l'aggressione del lavoro e della Cgil da parte di questa destra che spadroneggia nei media dove si racconta un paese che non c'è".
Certo, dire Sinistra non spiega tutto. E qui, sempre Vendola, se la cava con una battuta: "C'è bisogno di una Sinistra con meno mitologie, simboli e bandiere, ma che sia in grado di difendere i diritti civili e sociali". Una Sinistra che torni a fare politica. Che torni a progettare alleanze. Già, ma quali alleanze? "Io penso che occorra ecostruire un campo largo delle opposizioni al governo delle destre, uscendo dalle contese da talk show, mettendo mano alla leva fiscale per ridistribuire la ricchezza". Questo per l'oggi, e poi? "Penso che non possa funzionare il principio dell'autosufficienza sostenuto dal pd veltroniano, perchè significa candidarsi a perdere sempre. Bisogna costruire le alleanze. Ma in una condizione attuale in cui siamo minoranza tutti e battuti nel paese, la priorità è il programma concreto di alternativa alle destre e a Berlusconi. Il tema delle alleanza arriva un secondo dopo. Un secondo prima c'è l'attualità e l'alternativa che riusciamo a costruire ! e a far vivere nel cuore degli italiani".
Così, con queste idee si andrà alle europee. Il resto è ancora tutto da decidere. Per dirna una, le candidature sono ancora lontanissime dall'essere definite. Vendola - ad una domanda dei cronisti - ha risposto che lui preferirebbe non candidarsi, ma si dichiara "a disposizione". Il Ps candiderà sicuramente gli uscenti Pia Locatelli ed Alessandro Battilocchio. I Verdi punteranno sull'eurodeputato uscente Monica Frassoni. Il leader di Sd, Claudio Fava, potrebbe essere candidato, così come l'ex astronauta Umberto Guidoni, che alle scorse elezioni fu eletto nelle liste del Pdci. Ma quel che è più importante è che "oltre il 50% delle candidature - come ha assicurato Di Lello - verrà deciso sul territorio". Decideranno le persone, insomma. Di più: non ci saranno suddivisioni a tavolino degli eletti, in caso di superamento del quorum. Chi prenderà più preferenze, insomma, andrà a Strasburgo, senza dimissioni pilotate. L'ultima: verrà rigorosamente rispettato il bilanciamento fra uomini e donne.
Resta da dire delle amministrative. La lista correrà anche per le provinciali e comunali? Claudio Fava, Sinistra democratica: "Dove sarà possibile, questa lista sarà presente, ma vogliamo evitare editti romani". O, come aggiunge, Grazia Francescato: "Rispettiamo le libere scelte sul territorio".
Tutto qui. E ora si comincia davvero.

sabato 14 marzo 2009

Chiude anche Rifondazione Brescia...

Riportiamo un articolo triste che conferma la difficile fase che sta passando il PRC e che ha spinto molti a cercare altre forme di politica e di sinistra...

[da www.rifondazionebrescia.it]
Rifondazionebrescia chiude il 22 marzo e fa sua la frase dell'ultimo numero di Queer

Il PRC non è più il nostro partito, non ci rappresenta più.
È un partito frutto di un assemblaggio tra linee politiche antitetiche che hanno trovato l’unità creando un nemico comune.
A Brescia il nemico comune è la scelta democraticamente assunta dalla maggioranza del partito di presentare una lista unitaria della sinistra
Il PRC è diventato un partito in cui le scelte dei territori, assunte in modo democratico vengono cancellate con falsità e menzogne, metodo caro a vecchi tempi lontani.
Noi dal passato abbiamo imparato che le “purghe” le “epurazioni” sono l’anticamera di tempi bui.

Scegliamo la luce, la democrazia, l’unità della sinistra e ce ne andiamo.

Giannarosa Baresi - Osvaldo Squassina - Beppe Almansi - Francesco Filippini - Yuri Bassani - Olga Marelli - Pedro Bonometti - Rosanna Affò - Lorella Andreetta - Luisa Angeli - Ignazio Archetti - Davide Archetti - Jolanda Antonelli - Wilma Barbieri - Michele Barcaro - William Bassani - Andrea Bello - Gabriella Bolpani - Mauro Bommartini - Marisa Bonometti - Claudio Bosio - Roberta Bosio - Mirella Bracchi - Gianluca Buratti - Luca Cagliari - Angelica Canigiula - Daniela Chiodi - Luigi Chiodi - Giulia Ciaghi - Wladimir Clementi - Giordano Cressi - Francesca Ferrari - Francesco Ferrati - Maria Floriano - Carolina Fogazzi - Gianfranco Frassine - Giuliano Frigerio - Domenico Galante - Floriana Galli - Giovanni Gasparini - Cristian Gaudenzi - Massimo Ghirardi - Simona Ghirardi - Antonio Ghirardi - Adriano Gobbi - Ettore Gobbi - Raffaella Gregorelli - Pierangelo Greotti - Gabriele Guerini - Beppe Lama - Carla Lama - Claudio Lama - Viviana Lamberti - Andrea Lauro - Mauro Loda- Marco Maffeis - Lina Magnini - Giacomo Marsala - Claudio Mastaglia - Giacomo Mastaglia - Loredana Matta - Monica Melchiori - Mara Metelli - Emanuele Monfredini - Giuseppa Mondello - Fulvio Mosconi - Angelo Nespoli - Gianbattista Ongaro - Giovanni Pagani - Ernesto Pavan - Tommaso Pavan - Anna Peroni - Elena Piccinotti - Grazia Prati - Corrado Podda - Alessandro Ragni - Graziano Roselli - Delia Rossi - Michele Rossi - Alessandro Sahebi - Ivana Scaglia - Piero Scardovelli - Fabrizio Silvestri - Luca Simoni - Carlo Simonini - Laura Squassina - Luca Squassina - Roberto Taccone - Natalia Trezzi - Ugo Verzeletti - Walter Zampedri - Maurizio Zenucchi - Vlada Zipponi.

(Qui per continuare...)

giovedì 12 marzo 2009

Di Vittorio....

Talvolta in televisione trasmettono programmi e telefilm interessanti, è il caso di "Pane e Libertà", miniserie (domenica 15 e lunedì 16) di Rai Uno sulla vicenda politica e umana di Giuseppe Di Vittorio, da povero bracciante analfabeta di Cerignola (FG) a sindacalista e personaggio politico di spicco del PCI nel primo dopoguerra.
Un film da vedere, nell'anteprima di ieri 11 marzo a Bari Vendola così esprime la sua opinione su "La Stampa": «Per me la Puglia rappresenta da un lato un crocevia di popoli, viandanti, pellegrini, marinai e dall’altro la terra che ha inventato la dignità del lavoro - ha spiegato Nichi Vendola - Di Vittorio in questo è stato un ottimo interprete, oggetto di religiosità laica e popolare. Chi è pugliese è cresciuto sui racconti su Di Vittorio. I nostri padri ce lo raccontavano. Da terra aspra e miserabile s’è costruita una parabola molto bella: quella di non togliersi la coppola davanti al padrone. Questo è un gesto di autonomia intellettuale, non di sfregio o di odio. La differenza rispetto al passato è che ora i braccianti poveri hanno spesso la pelle nera ed è difficile garantire loro gli stessi diritti».

lunedì 9 marzo 2009

Appello all'Unità della Sinistra!

Il primo manifesto del
"Movimento per la Sinistra" di Lavello (PZ)
(Clicca sull'immagine per vederlo)

venerdì 6 marzo 2009

Rivista "Decanter"...

Segnaliamo la seguente iniziativa


Mercoledì 11 Marzo alle ore 17.00 , a Potenza presso il Mediafor, presentazione del nuovo numero del la Rivista Decanter dedicato alla “Crisi politica della Regione”.

Introduce e coordina:
Antonio Califano (direttore "Decanter")

Intervengono:

Marina Buoncristiano
(Presidente "Osservatorio diocesano sulle povertà")

Piero Di Siena
(Presidente "Associazione per Il Rinnovamento della Sinistra")

Paride Leporace
(Direttore il "Quotidiano della Basilicata")

Giacomo Schettini
(Redazione di "Alternative per il Socialismo")

mercoledì 4 marzo 2009

Vendola si schiera sulla linea Obama “Diritto alla salute e tasse ai ricchi”

Articolo tratto da "La Gazzetta del Mezzogiorno" del 4 marzo 2009
(clicca sopra l'immagine per vedere ingrandito)


La sede Nazionale di MpS... Sondaggio al 6% per la Lista Unitaria alle Europee...

[da www.movimentoperlasinistra.it]
Dopo la fuga dalla Rifondazione di Paolo Ferrero e Claudio Grassi, il Movimento per la Sinistra ha una nuova casa. Via Goito 39 a Roma, nel palazzo dove hanno sede anche alcuni uffici della Cgil. Da qui inizia il nuovo corso di Nichi Vendola e di quelli che hanno scelto di lasciare il Prc per “costruire una nuova sinistra". Il nastro di partenza è stato sciolto ufficialmente oggi, con una conferenza stampa di presentazione della nuova sede, officiata dal governatore pugliese. Presenti (tra gli altri) anche l'ex segretario del Prc Franco Giordano, l'ex capogruppo alla Camera Gennaro Migliore e l'ex presidente dell'aula di Montecitorio Fausto Bertinotti, che ha portato il suo saluto ai 'naviganti'.
Dove si va? Ovviamente si viaggia verso le europee di giugno, “tappa difficile", avverte Vendola, banco di prova che però “non esaurisce la costruzione della nuova sinistra", è solo un “primo passaggio" che Mps vorrebbe attraversare con una lista unitaria a sinistra il più ampia possibile.
Mettiamo ordine sul come ci si presenterà al prossimo test elettorale, il primo dopo la scissione. Resta altamente improbabile che Ferrero cambi idea sulla lista unitaria con il Pdci di Diliberto: accordo già fatto e annunciato, anche se non mancano i dissapori (in Campania, per esempio, i Comunisti Italiani sono contrari ad una lista con Rifondazione se continuerà ad appoggiare le amministrazioni di Bassolino e della Iervolino).
Dall'altro lato, l'intesa per una lista unitaria tra Mps, Sinistra Democratica e i socialisti di Nencini sembrerebbe cosa fatta. Ci sono ultimi nodi da sciogliere tra i Verdi, divisi tra chi preferirebbe candidarsi con il Pd e chi invece appoggia una nuova aggregazione a sinistra. Per il Sole che ride deciderà il direttivo che si riunisce oggi e - in ultima analisi - il consiglio federale convocato per sabato. Al 99 per cento la nuova lista si chiamerà “Sinistra per le libertà" e - secondo i criteri decisi - non candiderà ex dirigenti di partito, nè chi in passato abbia avuto incarichi di governo o sia stato eletto al Parlamento italiano. Ci sarà spazio solo per gli ex eurodeputati che si vorranno ricandidare.
La nuova aggregazione dovrebbe comprendere anche una parte del Pdci, quella che fa riferimento a Katia Belillo e Umberto Guidoni (unica mozione anti-diliberto all'ultimo congresso). E c'è poi l'incognita Marco Pannella, che le cronache giornalistiche danno per impegnato in dialoghi su più fronti (dal Pd al centrodestra) in vista delle europee. Per vederci più chiaro, bisognerà aspettare di sapere se la riforma della legge elettorale per le europee prevederà o meno i rimborsi elettorali per chi raggiunga la soglia del 2 per cento dei consensi. Se così fosse, non sembrerebbe escluso - così per fare un ragionamento 'a naso' - che i Radicali si presentino da soli.
Vendola candidato a Strasburgo? Anche qui, inutile nascondere le pressioni di chi vorrebbe 'capitalizzare' il valore del leader di Mps includendolo in lista e i dubbi dello stesso governatore impegnato nel "laboratorio pugliese", alta dimostrazione di come si possa governare e restare di sinistra (di esempi ce ne sono: dalla legge regionale contro il lavoro nero a quella per la riduzione delle emissioni nocive dell'Ilva di Taranto, fino al no dell'amministrazione Vendola all'opzione indicata dal governo Berlusconi a medici e sanitari di denunciare i pazienti immigrati e irregolari).
Quello che è certo è che tutti i partiti si dovranno confrontare con lo sbarramento al 4 per cento, introdotto al passaggio della riforma in Senato e di ovvia riconferma alla Camera. Ma proprio nel giorno della presentazione della nuova sede, Mps può confortarsi con i risultati di un sondaggio realizzato da Ipr Marketing per Repubblica. Ebbene, secondo lo studio sulle intenzioni di voto del campione intervistato il 26 e il 27 febbraio scorsi, l'unione elettorale tra Movimento per la Sinistra, Sd, Verdi e Socialisti varrebbe un bel 6 per cento. Mentre si fermerebbe al 3 per cento la lista Prc-Pdci. Chi davvero trionferà alle europee saranno l'Idv (8 per cento), l'Udc (8 per cento), Lega (9,5 per cento). In lieve flessione il Pdl (dal 37,4 per cento delle ultime politiche al 36), tonfo per il Pd (dal 33,2 al 22 per cento). Una geografia del voto sostanzialmente senza sorprese, se si eccettua il dato sulla sinistra che dipenderà molto anche da quanti consensi riuscirà a riaggregare la nuova guida del Pd Franceschini, impegnata - sembrerebbe così dalle ultime uscite - in una rincorsa sui temi (sociali ed etici) più sentiti, appunto, a sinistra.

lunedì 2 marzo 2009


Il disegno di legge del Ministro Sacconi contro il diritto di sciopero è una forzatura pericolosa delle regole costituzionali. Già esiste per legge l’equilibrio tra il diritto di sciopero - che, lo ricordiamo, costa molto a lavoratrici e lavoratori già drammaticamente sottopagati - e i diritti degli utenti dei servizi pubblici.
Il Governo vuole un’altra cosa dal rispetto dei diritti degli utenti, violati assai più spesso dalle aziende per ragioni di profitto che da scioperi per ragioni di difesa dei lavoratori. Il Governo vuole sottrarre alle persone che lavorano, per ora limitatamente al settore dei trasporti nella speranza di incontrare il consenso dei cittadini, il diritto di sciopero.
Si limita così contemporaneamente la libertà individuale - obbligando fra l’altro il lavoratore all’adesione preventiva - e il pluralismo sindacale, rendendo difficile la vita ai sindacati che non abbiano una rappresentatività definita per legge. Sacconi vuole addirittura rendere obbligatorio lo sciopero virtuale, cioè sostanzialmente il divieto di sciopero.
Il Governo si conferma così profondamente estraneo alla cultura personalistica, democratica e pluralista della nostra Costituzione; e nemico giurato dei lavoratori e delle loro organizzazioni. Auspichiamo quindi ogni opportuna reazione politica, sindacale e culturale contro l’ennesima aggressione ai diritti dei lavoratori e delle lavoratrici.

domenica 1 marzo 2009

Il Pd è crollato, ma la Sinistra può rinascere...

(da Aprileonline.info, di Simone Sormani)

Dalle elezioni europee ci dividono tre mesi. Un tempo breve per tirare il fiato e per rimediare in fretta e furia là dove sono stai commessi errori. Ma almeno si potrà, anzi si dovrà cercare di riallacciare quel filo interrotto con il popolo italiano, cercando di guardare oltre le prossime scadenze elettorali. Dunque si dovranno discutere le prospettive politiche e le modalità organizzative, il rapporto con i cittadini e il territorio.

Un breve lasso di tempo resta ai partiti della sinistra e del centrosinistra tra le deludenti, probabilmente catastrofiche, elezioni regionali abruzzesi e sarde e le prossime consultazioni per il rinnovo del Parlamento Europeo. Un'arco di circa tre mesi in cui non ci sarà il tempo per tirare il fiato, nè per rimediare in fretta e furia là dove fino ad ora sono stai commessi errori, ma quanto meno si potrà, anzi si dovrà cercare di riallacciare, cosa sempre più difficile invero, quel filo troppe volte interrotto con il popolo italiano, cercando, possibilmente, di guardare anche oltre le prossime scadenze elettorali.

Discutere per riprogrammare il futuro, le prospettive politiche e le modalità organizzative, il rapporto con i cittadini e il territorio. Purché non sia, come spesso accade, uno sterile e vacuo esercizio di autocritica privo di conseguenze concrete: di questi tempi le analisi abbondano, e il più delle volte purtroppo non sono rassicuranti. Sarebbe come girare e rigirare il coltello nella piaga, o annaspare nelle nostre frustrazioni.

Non avremmo mai creduto di poter assistere a stagioni così tristi e cupe per la sinistra, che corrispondono a un momento critico della storia del paese e delle sue istituzioni, anche se la maggioranza degli italiani ancora non se n'è accorta. Eppure dobbiamo scavare tra le nostre macerie perché da queste, come per il famoso vaso di Pandora foriero di tutti i mali, si possa ritrovare in fondo qualcosa che assomigli vagamente alla speranza.

Tralasciando le vicende locali, nemmeno troppo limpide, che hanno portato alla sconfitta prenatalizia in Abruzzo, concentriamoci per un attimo sulla Sardegna. Per la prima volta nella storia delle democrazie occidentali un'alta carica istituzionale, nella fattispecie il Presidente del Consiglio in carica, ha usato tutto il suo peso politico e mediatico per attaccare in maniera offensiva e volgare e delegittimare un'altra figura istituzionale, il Governatore di una Regione, nel tentativo, ben riuscito, di rafforzare la propria posizione e il proprio disegno di egemonia politica sul paese. Un'invasione di campo ai limiti della correttezza, che si è ben presto trasformata in uno scontro impari tra Davide e Golia, tra il candidato debole, Cappellacci, ma sostenuto da un premier ancora evidentemente in luna di miele con gli italiani e quello che ha ben lavorato, Soru, ma ha pagato lo scotto di essere espressione di una leadership nazionale e di un partito deboli, perché al quel punto,come spesso è accaduto in Italia, il voto locale ha assunto una portata più ampia,assumendo una valenza nazionale. (Continua qui...)

Assemblea Privinciale di MpS - Potenza

C'è bisogno di Sinistra. Una sinistra di popolo, che non si rinchiuda nei recinti della testimonianza identitaria ma che provi a definire una lettura nuova del mondo in cui viviamo attraverso una pratica politica che metta al centro la tutela del lavoro, dei beni comuni e dell'ambiente, il rispetto delle differenze e delle libere scelte, la promozione di una cultura di pace e didalogo, la difesa della democrazia.
Il Movimento per la Sinistra nasce con questa aspirazione, essere una parte importante nella ricostruzione della Sinistra italiana.

Anche a Potenza vogliamo praticare questa esperienza.

L'ASSEMBLEA DI LUNEDI' 2 MARZO AL MEDIAFOR (via Roma 20, nei pressi di piazza Bologna) delle 17.00 sarà il primo passo di questo nuovo partire.
Partecipate tutte e tutti, aderite al movimento, costruiamo insieme LA SINISTRA