lunedì 30 novembre 2009

Basilicata: record per malattie tumorali...

[di Marisa Ingrosso, "La Gazzetta del Mezzogiorno" del 24/01/2009]
Se i dati sono esatti, l’incidenza dei tumori tra i lucani è superiore a quella che si registra nel resto d’Italia. Nemmeno nelle regioni del Nord, che pure sono zeppe di fabbriche, i maschi presentano un’incidenza simile. Tanto che - ipotizzando eventuali correlazioni con fattori ambientali - sono stati avviati supplementi d’indagine dal Dipartimento della Salute della Regione Basilicata e dall’Arpab. La curva che descrive meglio il fenomeno (relativa ai lucani, da 0 a 84 anni) è contenuta nello studio «Current Cancer Profiles of the Italian Regions». E fa spavento. Dal 1970 in poi, la maledetta curva che assomma tutti i tumori maligni, cresce vertiginosamente; cresce come nessun’altra e, soprattutto, è previsto che continuerà a crescere nel prossimo futuro.
«Gli autori (Andrea Micheli, Silvia Francisci, Paolo Baili e Roberta De Angelis - n.d.r.) appartengono ad un gruppo dell’Istituto Superiore di Sanità in collaborazione con l’Istituto Tumori di Milano e con dati dei Registri regionali dei tumori, oltreché dell’Istat», spiega Silvia Bruzzone, responsabile dell’indagine dell'Istituto nazionale di statistica «Mortalità per causa». Gli studiosi hanno operato su dati sanitari certi ed hanno fatto delle proiezioni che arrivano fino al 2010. Purtroppo, anche in questo caso, per i soli lucani, le previsioni sono fosche. «Tra gli anni Ottanta e Novanta - spiega la Bruzzone - i tumori sono stati una delle cause principali di morte, soprattutto al Nord. Generalmente, dopo c’è stato un decremento. La Basilicata, invece, è in controtendenza».
Capire «cosa» stia facendo ammalare i lucani non è semplice. Inutile fare raffronti con quanto accade nei territori vicini: in Puglia, in Campania e in Calabria, dagli anni Novanta in poi, l’incidenza delle neoplasie maligne tra gli uomini diminuisce. In queste regioni, quindi, la curva che descrive il fenomeno sembra una collina: cresce fino ad un massimo (rispettivamente, nel 1990, nel 1999 e nel 1994), e poi cala, più o meno rapidamente. A livello nazionale, il picco più alto dell’incidenza delle neoplasie è stato raggiunto nel 1985. Da quel momento, gli italiani si sono ammalati sempre meno, ed è previsto che continui così (soprattutto al Nord). La curva dei lucani, invece, sembra la lama di una falce infinita. Non presenta un picco massimo, non diminuisce mai. Enrico Grande (che ora è in forze all’Istat, ma proviene dall’Istituto Superiore di Sanità) offre due chiavi di lettura: o c’è stato un errore nell’elaborazione dei dati da parte dei suoi ex-colleghi, oppure «il rischio di contrarre tumori in Basilicata è in crescita, con un trend superiore rispetto alle altre regioni. È il trend meno favorevole d’Italia».
Purtroppo, pare proprio che la curva sia in linea con quanto accade: il cancro sta davvero colpendo duro tra i lucani. Lo conferma Gabriella Cauzillo, dirigente dell’Ufficio regionale della Basilicata per le Politiche della prevenzione sanità pubblica, Medicina del lavoro, sicurezza nei luoghi di vita e lavoro, nonché responsabile del Centro operativo regionale dell’Osservatorio epidemiologico lucano: «L’incidenza dei tumori maligni in Basilicata è in aumento e lo confermo. Inoltre, la velocità di aumento dell’incidenza da noi è superiore». «Anche per questi motivi - spiega l’esperta - stiamo facendo degli approfondimenti che tengano conto pure degli eventuali fattori ambientali». Infatti, su iniziativa dell’Agenzia regionale per la Protezione dell’ambiente (che s’è dotata di un settore di epidemiologia), prima dell’estate è stato firmato un protocollo con il Dipartimento alla Salute della Regione Basilicata ed ora si lavora anche a correlare patologie e dati ambientali. Proprio guardando con attenzione i dati contenuti nella «Relazione di attività» redatta dal Registro tumori di Basilicata, si scopre che - tra il 1997 ed il 2005 - sono stati soprattutto i maschi della USL 1 (Venosa) ad ammalarsi di leucemie e di neoplasie alla prostata, al polmone, al retto, al colon, allo stomaco. Mentre sono soprattutto le femmine della ASL 4 (Matera), ad ammalarsi di tumori all’utero, alla mammella e all’ovaio.
«Su questi dati possono influire vari fattori - dice la Cauzillo - ma noi abbiamo comunque avviato un supplemento di indagine in alcune aree individuate come critiche. Per esempio, nel territorio circostante l’impianto Itrec (a Trisaia) e nell’area Sud, ai confini con la Calabria per le rocce con amianto». È fondamentale che si venga a capo di queste «anomalie» lucane. Ma, come sottolinea, la dirigente lucana, «l’epidemiologia è una scelta esatta e necessita di risorse professionali e dedicate». L’auspicio è che - responsabilmente - le istituzioni locali e, ancor di più, nazionali, non facciano mancare il loro supporto.

venerdì 27 novembre 2009

RIFIUTI CONNECTION: quando la realtà supera la fantasia...

Ecco un interessante documentario che ci invita a riflettere e ad agire...

LASME: dalla lotta alle firme...

I fatti da raccontare sono tanti.
Ciò che emerge con evidenza è che dopo una Assemblea in cui si è deciso di continuare la protesta e proporre una diversa soluzione - tanto che alcuni lavoratori dell'industria di San Nicola di Melfi (PZ) hanno iniziato uno sciopero della fame - il fronte sindacale si è rotto.
Dopo l'invio delle lettere di licenziamento, i sindacati, tranne la FIOM, hanno raccolto delle firme per accettare la proposta dell'impresa nella speranza di salvare il salvabile.
Questo atto, favorito anche dall'opinione del consigliere PdL della Regione Basilicata Pagliuca, che sostiene la non democraticità dell'Assemblea in cui si decise di non accettare la proposta aziendale, ha fatto il resto.
La proposta FIOM del 16 Novembre 2009 ci sembra interessante (nell'immagine), ma ora il destino di quella fabbrica e di quei lavoratori quale sarà? L'Accordo aziendale permetterà veramente di assorbire una buona parte dei lavoratori quando sarà a regime? Quali saranno eventualmente i criteri di selezione dei lavoratori? Chi garantisce cosa e chi?
"Sinistra e Libertà" di Lavello (PZ) depreca la rottura dell'unità sindacale e gli atti che ne hanno determinato la spaccatura e chiama a responsabilità tutte le parti in causa.
In una Regione dove il numero degli occupati è sceso al livello del II semestre del 2004 con un numero elevato di cassintegrati, va evitata la rottura sindacale e le facili soluzioni per le aziende.

sabato 21 novembre 2009

VENDOLA: "Mi Ricandido..."

Il video della conferenza stampa di Vendola a Bari per rendere ufficiale la sua ricandidatura a Presidente della Regione Puglia

L'incontro su "Fenice" e la gestione dei rifiuti...

L'incontro di ieri, 20/11/2009 sulla questione dell'inceneritore Fenice e la gestione dei rifiuti in provincia di Potenza organizzato da SeL di Lavello (PZ) è stato piuttosto partecipato; di questo ne siamo felici.
L'evento ha permesso di gettare un sassolino nell'immenso mare di cosa da sapere e comprendere su tutta la questione in oggetto.
Ciò che in sintesi ci sembra si possa dire è che:
- l'Istituzione presente, nelle persone del Presidente della Provincia di Potenza Lacorazza e Assessore all'Ambiente della Provincia Macchia, hanno sostenuto che la questione può essere risolta solo se si avvierà al più presto la raccolta dei rifiuti attraverso la differenziata e che sarà loro interesse seguire la vicenda anche per quanto concerne la questione sanitaria. Per questo, sostengono le istituzioni provinciali, solo l'implementazione del "Piano Provinciale dei Rifiuti" (vedi qui) può permettere di iniziare a discutere di una seria ed attenta analisi dell'incenerimento dei rifiuti;
- rimangono ancora oscuri alcuni punti, in primo luogo i tempi lunghi per la realizzazione del "Piano", la previsione di crescita dei rifiuti forse un po' sovrastimata, l'eccessivo incenerimento dei rifiuti speciali (RS), la necessità di migliorare la programmazione, nonché la mancanza di dati ufficiali e pubblici sull'inquinamento e le malattie eventualmente collegate all'attività di "Fenice".
In conclusione? E' solo un primo incontro, un primo atto sul tema.
Tra gli intervenuti, un grazie particolare a Legambiente Basilicata e WWF di Basilicata.
Qui è possibile visionare le slide introduttive all'incontro.

lunedì 16 novembre 2009

Nuovi saperi crescono...

[Segnaliamo la nascita di una rivista gratuita on-line tutta da scaricare di scienze politiche e sociali scritta interamente da giovani dottori di ricerca del Mezzogiorno - tratto da www.scienzesociali.org]
Dopo l’apertura del portale scienzesociali.org, che da qualche mese cerca di porre all’attenzione delle istituzioni accademiche e del mondo della comunicazione il ruolo dei saperi sociali nella società contemporanea, l’associazione culturale “Accenti” ha deciso di arricchire il suo percorso intellettuale. Nasce così la rivista Accenti – quadrimestrale telematico di scienze politiche e sociali.
Accenti è una rivista interamente gratuita, nata per volontà di un gruppo di dottorandi, oggi dottori di ricerca, che si sono ritrovati in un umido e tardo pomeriggio di novembre a riprendere un discorso iniziato qualche anno prima: il ruolo dei saperi sociali nel nuovo contesto del capitalismo post-fordista, fatto di molteplici precarietà, ancora poco indagate, dove la stessa parola “flessibilità” veniva considerata come pretesto per aprire un dibattito che metteva insieme destini personali ed aspirazione collettiva ad entrare nella sfera pubblica come gruppo innovatore.
Il numero zero della rivista “Accenti” si apre con la sezione Analisi, spazio dedicato alla presentazione dei risultati di ricerca emersi a seguito di indagini sulle realtà sociali e politiche. Segue la sezione Osservazioni, tesa maggiormente a contenere delle riflessioni sulle più recenti tematiche poste al centro del dibattito sociologico e politologico nazionale ed internazionale. Inoltre, un rilievo va posto alla sezione Accenti, un laboratorio collettivo in cui si sperimentano nuovi possibili interrogativi sulla società contemporanea. Non poteva mancare uno spazio dedicato alle recensioni delle ultime novità editoriali.
Vi auguriamo buona lettura, consapevoli che tanta strada va ancora percorsa.

Scarica la rivista

domenica 15 novembre 2009

Attenti agli Assessori...

Pubblichiamo un volantino a firma di tutti i partiti e movimenti del Tavolo del Centro-Sinistra che oggi è all'opposizione nel Comune di Lavello (PZ) distribuito alcuni giorni addietro.
Cliccate sopra per visualizzarlo.

Vendola, una nuova "chance" per la Sinistra in Puglia...

Riportiamo la prima pagina de "Gli Altri", il quotidiano diretto da Sansonetti, in cui si discute della ricandidatura di Vendola come Presidente della Regione Puglia.
A testimonianza della buona gestione del Governatore pugliese, inseriamo un breve video tratto dal sito istituzionale della Regione Puglia, in cui è presentata la campagna/legge sull'acqua pubblica, atto innovativo e in controtendenza rispetto al panorama nazionale, una buona cosa di sinistra...



giovedì 12 novembre 2009

La mafia nell'eolico: come trovare un nuovo business...

[da ecoblog.it dell'11 novembre del 2009 - un monito per chi guarda con superficialità l'eolico nel territorio lucano e di Lavello (PZ)]
La Guardia di finanza ha sequestrato sei impianti eolici tra Carlentini, Siracusa e Palermo e uno a Ploaghe in Sardegna, mentre finiscono sotto inchiesta 12 società con sede a Avellino e in Sicilia che hanno beneficiato dei contributi per la costruzione dei parchi eolici. In tototale sono state fermate 185 pale eoliche per un valore di circa 153 mila euro. Gli impianti sequestrati sono a Carlentini (Sr) con 57 turbine; in provincia di Catania a Militello Val di Catania (Ct) con 18 turbine; a Mineo con 11 turbine e a Vizzini con 30 turbine; a Ploaghe (Ss) con 26 turbine; in provincia di Palermo a Camporeale con 24 turbine e a Partinico e Monreale con 19 turbine.
Tratto in arresto Oreste Vigorito che come scrive TV7 Benevento: "Sessantadue anni, avvocato di origini irpino-napoletane, insieme al fratello Ciro, Oreste Vigorito ha costruito nel corso degli anni un vero e proprio impero. Stimato presidente dell’Enav, l’associazione industriale del settore eolico, proprietario della società di calcio del Benevento, ma soprattutto deus ex machina della Ivpc, il gruppo che gestisce gran parte delle centrali ad energia eolica installate in quasi tutte le regioni italiane. I primi impianti vengono realizzati a Montefalcone, in provincia di Benevento: dodici generatori da seicento chilowatt ciascuno. Successivamente, cresce il numero dei parchi eolici e, con essi, le società che entreranno nel gruppo Ivpc nel quale Vigorito è sempre presente in veste di proprietario, gestore o manutentore degli impianti. Precursore della “green economy”, il gruppo di Vigorito fattura 250 milioni di euro l’anno, con 420 dipendenti e un altro migliaio di posti di lavoro impegnati nell’indotto: un settore di grande redditività economica, quello dell’energia eolica, che in pochi anni ha visto aumentare i ricavi di oltre 43 punti percentuali. Il sogno di Vigorito, al quale stava lavorando alacremente, era il collocamento in Borsa della Italian Vento Power Corporation".
In manette, riferisce Marsala.it anche: "Vito Nicastri, di 53, di Alcamo; Ferdinando Renzulli, 43 anni, di Avellino e Vincenzo Dongarrà, 47 anni, di Enna. Altre undici persone sono state denunciate. Sono tutti accusati di associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata per aver indebitamente percepito contributi pubblici".
Spiega così il meccanismo l’Unione Sarda: "Le regole della truffa erano semplicissime. Prima bisogna attestare la disponibilità di un terreno su cui costruire la centrale eolica (in genere erano terreni concessi dai comuni e poi subconcessi alle società compiacenti); successivamente dimostrare di avere consistenza patrimoniale ed economica per poter far fronte all’investimento e renderlo redditizio: nessun problema se le società potevano contare su delle consorelle nel Regno Unito che al momento opportuno iniettavano nelle casse societarie soldi provenienti da altri finanziamenti pubblici. Un giro di danari tra Olanda, Spagna e Inghilterra. Il gioco delle tre carte, delle scatole cinesi o matrioska. Un investimento sicuro: l’eolico campano vince sempre".
Intanto, Vittorio Sgarbi, sindaco di Salemi, stasera è a Striscia la notizia. Leggo dal comunicato stampa: "Vittorio Sgarbi accompagna 100% Brumotti nella costa che unisce Gela a Licata, mostrando lo scempio che è stato compiuto costruendo pale eoliche (molte delle quali non funzionanti) che deturpano uno dei paesaggi più belli del nostro Paese. Il Primo Cittadino di Salemi non riesce a capacitarsi di come nessuno dei politici del luogo voglia salvaguardare la bellezza del paesaggio e ipotizza che dietro la costruzione di questi impianti ecocompatibili (dall’ingente costo di 1 milione e mezzo di euro l’uno) si possa nascondere l’ombra della mafia".

lunedì 9 novembre 2009

Inceneritore "Fenice": parliamone...

Dopo il molto parlare dell'inceneritore "Fenice", il Circolo di "Sinistra e Libertà" di Lavello (PZ) ha inteso organizzare, con il contributo del Coordinamento Provinciale e Regionale, un incontro in cui discutere della situazione con le istituzioni provinciali, competenti in tema di gestione dei rifiuti,.
L'incontro avrà luogo venerdì 20 Novembre 2009, alle ore 18.00, presso l'Auditorium del Centro Sociale "Di Gilio" di Lavello (PZ).
Titolo dell'iniziativa: "L'Ambiente, bene comune... Fenice: inquinamento, monitoraggio e gestione dei rifiuti".
Interverranno Ivano Scotti, componente del Coordinamento Cittadino di "Sinistra e Libertà" di Lavello, Piero Lacorazza, Presidente della Provincia di Potenza, Massimo Macchia, Assessore Provinciale all'Ambiente e Carlo Petrone, Coordinatore Regionale di "Sinistra e Libertà".
All'incontro parteciperà anche Maurizio Vaccaro del Forum Nazionale Ambiente di "Sinistra e Libertà".

venerdì 6 novembre 2009

Inceneritore "Fenice": la storia infinita...

La questione dell'inquinamento prodotto dall'inceneritore "Fenice" è storia complicata e difficile da decifrare, tra responsabilità di enti di controllo, come l'ARPAB, ed il silenzio delle più importanti cariche istituzionali della Regione Basilicata o della Provincia di Potenza.
"Sinistra e Libertà" di Lavello (PZ) non può che registrare una situazione piuttosto ambigua e ribadire la necessità di richiamare le istituzioni alle loro responsabilità.
A breve la sezione di Lavello intende prendere iniziative volte a spronare enti e cittadini su di una questione tutta da chiarire e risolvere.
Per chi non avesse l'opportunità di leggersi i quotidiani locali, il Comitato "Diritto alla Salute" di Lavello ha messo su un vero archivio sulla stampa locale da quando è esploso il caso (vedi qui).
Crediamo utile segnalare il Comitato ed il suo lavoro nella lotta contro la svendita del territorio e la mancanza di chiarezza sulla questione.

Prima o poi ogni muro cade...

Come da decisione del Coordinamento nazionale di Sinistra e Libertà, riunitosi ieri, pubblichiamo di seguito il Manifesto approvato per celebrare il ventennale della caduta del Muro di Berlino.

Al fine di attribuire rilievo nazionale all’iniziativa, tutti gli aderenti a Sinistra e Libertà sono invitati a scaricare e a diffondere il Manifesto e il volantino allegati.

giovedì 5 novembre 2009

Il Canile non si tocca!!!

[Pubblichiamo il comunicato stampa della "Lega per al Difesa del Cane" di Lavello (PZ)]

Sempre più spesso, in questi ultimi tempi, si parla di emergenza randagismo sia a livello nazionale sia a livello locale.
Lavello è stato uno dei primi Comuni, se non il primo a livello regionale, ad adeguarsi correttamente alle Leggi Nazionali cominciando già dal lontano 1993 a tatuare e microchippare, a sterilizzare i cani e ad attrezzarsi anche di un canile-rifugio.
Oltre 16 anni di attività della Lega Nazionale per la Difesa del Cane hanno proiettato la città di Lavello verso livelli di civiltà propri del Nord Europa.
Recentemente, però, sta accadendo che alle autorità competenti arrivano segnalazioni di cani abbandonati e/o ammalati, di branchi che circolano nei quartieri nonché di sistematici e vigliacchi avvelenamenti.
Qualcosa non sta funzionando!
Il fenomeno del randagismo non si può affrontare per singoli episodi o con interventi di urgenza, ma merita una analisi più approfondita.
Il randagismo è il frutto della mala civiltà, della illegalità e della mala amministrazione del fenomeno stesso.
A questo proposito chiariamo un concetto in maniera definitiva: i costi sociali della lotta al randagismo delle Amministrazioni sono addebitabili ai cittadini che violano le leggi e non ai cani che sono vittime di un reato.
I problemi a Lavello esistono e vanno risolti.
Il rischio che si corre nel dichiarare lo stato di emergenza è che si facciano scelte improvvisate e/o, peggio ancora, dettate da business più o meno occulti.
Quali sono le possibili soluzioni?
Non di certo CHIUDERE IL CANILE, per qualsivoglia motivo, aiuta a risolvere il problema.
Non dimentichiamo infatti che il contrasto del fenomeno randagismo persegue essenzialmente un obiettivo di difesa dell’incolumità del cittadino e di sanità pubblica e animale.
La Lega Nazionale per la Difesa del Cane è convinta innanzitutto che ogni Comune deve recepire Leggi Nazionali e dotarsi di un Regolamento Comunale sulla Tutela degli Animali e conseguentemente di un Ufficio Diritti degli Animali. Inoltre il primo aspetto da affrontare riguarda gli obblighi di microchippatura e iscrizione all’anagrafe canina che i proprietari di cani devono rispettare ; il secondo attiene ai necessari controlli ed eventuali sanzioni da parte delle autorità competenti (Vigili Urbani, Carabinieri, Polizia Provinciale, Guardia Forestale ecc..); terzo controllo delle nascite con progetti di sterilizzazione su vasta scala territoriale, affiancando alle attività delle Asl anche quella di ambulatori veterinari di liberi professionisti convenzionati; quarto commissariamento ad acta da parte del prefetto di quei Sindaci inadempienti come previsto dalla Ordinanza Martini del 16 Luglio 2009.
La superficialità dei Comuni, i mancati interventi, la mala amministrazione e scuse varie costituiscono attualmente in tutto il Sud la base oggettiva del “business” dei canili controllati dalle mafie.

Lavello, 04 Novembre 2009