mercoledì 31 marzo 2010

Napolitano non firma!

[da Repubblica.it - 31/03/2010] Lavoro, Napolitano non firma. Troppi dubbi sull'arbitrato. Il presidente della Repubblica rimanda alle Camere il testo che disciplina i rapporti di lavoro varato dal governo. Era previsto che già nel contratto di assunzione, in deroga dai contratti collettivi, si potesse stabilire il ricorso all'arbitro. Il capo dello Stato: "Effetti negativi da questo modo di legiferare". La soddisfazione della Cgil. Sacconi: "Terremo conto dei rilievi".
ROMA - Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano non ha firmato il ddl del governo sul lavoro e ha rimandato il testo alle Camere. Ponendo forti dubbi sulla norma che prevede l'estensione dell'arbitrato nei rapporti di lavoro. Le perplessità riguardano, inoltre, il modo con cui il Parlamento ha legiferato su una materia complessa quale quella del lavoro. "Già altre volte - aggiunge il capo dello Stato - ho sottolineato gli effetti negativi di questo modo di legiferare sulla conoscibilità e sulla comprensibilità delle disposizioni e quindi sulla certezza del diritto, sullo svolgimento del procedimento legislativo per l'impossibilità di coinvolgere tutte le commissioni competenti". Serie perplessità sono state sollevate anche "per una così ampia delegificazione". "Il Capo dello Stato è stato indotto a tale decisione dalla estrema eterogeneità della legge e in particolare dalla complessità e problematicità di alcune disposizioni, gli articoli 31 e 20, che disciplinano temi, attinenti alla tutela del lavoro, di indubbia delicatezza sul piano sociale. Ha perciò ritenuto opportuno un ulteriore approfondimento da parte delle Camere, affinché gli apprezzabili intenti riformatori che traspaiono dal provvedimento possano realizzarsi nel quadro di precise garanzie e di un più chiaro e definito equilibrio tra legislazione, contrattazione collettiva e contratto individuale" si legge nella nota del Quirinale. Che, per la prima volta, dal momento dell'elezione di Napolitano, rinvia una legge alle Camere. Cauta la reazione del governo.
"Terremo conto dei rilievi del capo dello Stato" - dice il ministro del Welfare Maurizio Sacconi - "proporremmo alcune modifiche che mantengano in ogni caso l'istituto che lo stesso presidente della Repubblica ha apprezzato". In ogni caso, il titolare del dicastero auspica "un sollecito esame parlamentare" sui tre punti indicati dal capo dello Stato.
Le critiche del Colle. I rilievi del Colle si appuntano su una delle norme del ddl Lavoro. Quella che riguarda la nuova procedura di conciliazione e arbitrato che di fatto incide su quanto previsto dall'articolo 18 in materia di licenziamento. In particolare l'articolo indicato nel comunicato del Quirinale prevede che già nel contratto di assunzione, in deroga dai contratti collettivi, si possa stabilire che in caso di contrasto le parti si affidino a un arbitrato. L'articolo 31 modifica profondamente le disposizioni sul tentativo di conciliazione. Per Napolitano "occorre verificare che le disposizioni siano pienamente coerenti con la volontarietà dell'arbitrato e la necessità di assicurare un'adeguata tutela del contraente debole". Ovvero del lavoratore. Un altro articolo sul quale il Quirinale muove rilievi è il 20, che esclude dalla delega del 1955 sulla sicurezza del lavoro il personale a bordo dei navigli di Stato: una interpretativa che bloccherebbe l'inchiesta della procura di Torino su 142 uomini della Marina Militare morti per esposizione all'amianto e un processo a Padova per la morte, per lo stesso motivo, di altri due militari. Infine il capo dello Stato chiede una riflessione "opportuna" sugli articoli 30, 32 e 50. Napolitano invita a una rilettura anche sulle competenze della magistratura sulle clausole dei contratti di lavoro, i contratti a tempo determinato e la tipizzazione delle clausole di licenziamento, l'entità del risarcimento per le cause di lavoro relative a collaborazioni coordinate e continuate.
Le reazioni. "Napolitano ha sempre mostrato una grande attenzione alla eterogeneità delle norme e alle coperture finanziarie, è nel suo potere rimandare alle Camere, non ho nulla da obiettare" dice il ministro dell'Interno, Roberto Maroni. Soddisfazione è stata espressa dal Pd ("Speriamo che la maggioranza non sprechi questa occasione offertale dal presidente della Repubblica", hanno detto i deputati della commissione lavoro di Montecitorio, Marianna Madia e Ivano Miglioli) e dalla Cgil, fortemente critica verso il provvedimento. "E' una decisione - dice il segretario Guglielmo Epifani - che conferma le considerazioni della Cgil sugli aspetti critici del provvedimento. E' di tutta evidenza l'intempestività di una dichiarazione comune su una legge nemmeno ancora promulgata né pubblicata sulla Gazzetta ufficiale". "Finalmente il presidente della Repubblica batte un colpo e rimanda alle Camere la legge che voleva modificare, anzi svuotare lo Statuto dei lavoratori. Ne siamo contenti perché l'Italia dei valori è stato l'unico partito che, a suo tempo, si era permesso di pregare il presidente della Repubblica di non firmare il provvedimento ma di rinviarlo alle Camere" afferma il leader di Idv, Antonio Di Pietro. Per la Cisl, invece l'arbitrato resta uno strumento "utile", mentre il segretario generale della Uil Luigi Angeletti si augura "che il rinvio alle Camere sia l'occasione utile per rendere coerente il provvedimento legislativo con l'avviso comune realizzato dalle parti". Sulla stessa lunghezza d'onda Nazzareno Mollicone, segretario confederale dell'Ugl. Pienamente soddisfatti della scelta di Napolitano si dicono i vertici di Rdb (Rappresentanze di base) e Sdl (Sindacato dei lavoratori).

Vendola: "Non c'è futuro per i partiti, io punto sulle virtù civiche"

Qui il link dell'intervista a Nichi Vendola, riconfermato Governatore della Puglia (clicca qui) e di seguito il video della sera-notte del 29 marzo a Bari.

martedì 30 marzo 2010

Puglia: laboratorio di buona politica...

[da "Repubblica.it", di Fulvio Di Giuseppe]
"I risultati confermano che in Puglia abbiamo un laboratorio di buona politica". Sono le prime parole da governatore "bis" di Nichi Vendola sui dati parziali delle elezioni, che lo vedono attorno al 48% e gli garantiscono un margine di vantaggio rassicurante sul rivale di centrodestra Rocco Palese.
"La Puglia fa la differenza nel Mezzogiorno d'Italia", ha proseguito il governatore, parlando dalla "Fabbrica di Nichi" a Bari, sede del suo comitato elettorale, sottolineando inoltre che "i risultati preoccupanti della Calabria vengono equilibrati da quelli della Basilicata e da questo splendido dato della Puglia".
"Una regione - ha aggiunto Vendola - che non è assimilabile a uno stereotipo negativo di un Mezzogiorno tutto cooptato in un cono d'ombra fatto di malaffare e di cose negative. C'è un Sud che è in piedi e che orgogliosamente rivendica le proprie eccellenze, i propri talenti e cerca la strada del proprio futuro". Secondo Vendola, "il laboratorio di buon governo che abbiamo messo in campo in Puglia viene oggi premiato dal consenso degli elettori".
Mentre in piazza prefettura a Bari è già stato allestito un palco dal quale parlerà il governatore, arrivano i primi commenti ai risultati. Per il sindaco di Bari, Michele Emiliano "è un giorno felice per la Puglia e per Bari, su questa terra oggi soffia il vento della speranza e del buon governo".
"Abbiamo saputo custodire il lavoro avviato in questi anni che continuerà a dare i suoi frutti" ha proseguito il sindaco del capoluogo pugliese, con il quale Vendola era arrivato ai ferri corti prima delle primarie, ma con il quale ha ricucito il rapporto alla vigilia del voto.
In particolare, Emiliano si dice "felice per il dato di Bari: con percentuali altissime di consenso i baresi hanno abbracciato il loro presidente Nichi Vendola dimostrando ancora una volta di essere protagonisti di una storia di civiltà e progresso. Questi baresi - ha concluso - sono il mio orgoglio, come orgoglio della città di Bari è il presidente Nichi Vendola".
Tra gli sconfitti, per il coordinatore del PdL, ignazio la Russa, la colpa dell'insuccesso è addebitabile all'Udc, che ha deciso di appoggiare Adriana poli Bortone. "L'Udc - tuona la Russa - ha giocato a non far vincere in queste elezioni. Ha favorito, ad esempio, Vendola in Puglia. Ha usato una politica dei due forni".

lunedì 29 marzo 2010

Abbiamo vinto! Ora andiamo avanti, insieme...

Il dato non è definitivo, ma copre la quasi totalità dei seggi, 607 su 681 alle ore 00.39. del 30/03/2010. Le informazioni ci dicono, in modo inequivocabile, che la coalizione di Centro-Sinistra guidata dall'uscente Presidente Vito De Filippo è uscita vincitrice dalle urne.
I risultati sono i seguenti:

- De Filippo (Centro-Sinistra) = 61,7% (177.995 voti);
- Pagliuca (Centro-Destra) = 27,6% (79.565 voti);
- Cristiano Allam (Io amo la Lucania + Io Sud) = 8,1% (23.392 voti);
- Toscano (Sui Generis) = 1,5% (4.318 voti);
- Doino (PCdL) = 1,1% (3.196 voti).

Sinistra Ecologia Libertà ha raggiunto un buon 4,0% pieno, con più di 11.000 voti. Il dato definitivo per il Comune di Lavello (PZ), il cui candidato è stato il compagno Ivano Scotti, ci dice che SEL ha ottenuto 444 voti, cioè il 6,8% dei voti validi. 400 sono stati i voti con preferenza ed il candidato locale ha incassato 338 voti nel comune di appartenenza e 375 preferenze a livello di collegio provinciale.
Un buon risultato che tutti vorremo sia furiero di novità positive per la nostra Regione e per il Comune di Lavello.

venerdì 26 marzo 2010

Appello di Nichi al voto...

Due anni fa una notte profonda è calata sul nostro paese. Convinta di aver conquistato, grazie a una seduzione bugiarda, il potere assoluto, la destra di Silvio Berlusconi ha creduto di potersi permettere tutto. E tutto si è permessa. Ha mentito e ingannato. Ha ignorato la realtà e le sue esigenze per sostituirla con uno zuccheroso fondale di cartapesta. Ha fatto dell’esercizio del potere una pratica quotidiana di licenza e abuso. Ha reclamato con fragorosa arroganza il diritto feudale all’impunità. Ha stracciato diritti, umiliato il lavoro, seminato intolleranza, coltivato egoismi, beffeggiato come ciarpame e impaccio ogni solidarietà.

Queste tenebre da cui siamo oggi circondati non sono il frutto di un’eclisse improvvisa e imprevedibile. Sono il prodotto di una lunga controrivoluzione culturale a cui moltissimi hanno messo mano. Si sono addensate nel corso di un quasi vent’anni, mentre giorno dopo giorno veniva circoscritto e infine cancellato ogni spazio pubblico, denunciato come intollerabile ciarpame ogni diritto, smantellata la centralità del lavoro, sequestrato e poi dissezionate in vacue pillole pubblicitarie quel bene comune essenziale che era e deve tornare a essere la politica.

L’illusione di invulnerabilità e impunità politica che ha alimentato in questi due anni l’orgia del potere berlusconiano è infondata. Scricchiolii sempre più numerosi e sempre più stridenti rivelano che lo scintillante castello del berlusconismo, fondato com’è sulle sabbie mobili di un colossale inganno, si avvia verso un rovinoso crollo. Ma uscire da questa ombra non sarà possibile senza restituire alle parole svuotate il loro spessore e il loro senso: senza riprendere possesso della politica e riportare la democrazia al suo significato di reale potere del popolo.

Queste elezioni possono segnare l’inizio della fine per chi, in nome del popolo, ha sottratto al popolo il diritto di decidere sulle proprie sorti e ha ridotto la libertà a sterile facoltà di scegliere tra vuoti prodotti di consumo politico.

E’ ora che quelle parole, popolo e libertà, si spoglino del carattere sinistramente ironico di cui li ha ammantati la destra e tornino alle loro origini, al loro eterno valore, al loro vero e profondo significato.

Nichi Vendola

giovedì 25 marzo 2010

Rai per una notte...

In diretta via web la trasmissione di Santoro, un modo per provare ad abbattere il muro imposto dalla politica di governo del silenzio sulle elezioni regionali... Clicca di seguito sul link e segui l'iniziativa!!!
Raiperunanotte...

mercoledì 24 marzo 2010

Nichi Vendola: videolettera a Silvio Berlusconi...

Buone nuove per la Sinistra...

[dal sito nazionale di SEL - pubblicato il 24 marzo 2010, firmato Carlo Leoni]
La settimana si apre con due buone notizie : la sinistra francese, di nuovo unita e sotto una leadership plurale femminile, vince ai ballottaggi con oltre il 54% dei voti e la Camera dei Rappresentanti di Washington approva la riforma sanitaria del Presidente Obama che rappresenta una svolta storica per milioni di americani.
Ora tocca a noi: possiamo e dobbiamo fare in modo che la prossima settimana le buone notizie le diano gli italiani, dimostrando con il voto alle regionali, di essere ancora una società libera, democratica e solidale. E l’unico modo per farlo è sconfiggere nelle urne una destra che ancora sabato scorso ha dimostrato di essere estranea ai valori costituzionali e pericolosa per la vita democratica del nostro Paese.
Non mi riferisco ovviamente alle persone che hanno partecipato alla manifestazione. Molte meno di quanto desideravano e soprattutto di quanto hanno dichiarato gli organizzatori, ma pur sempre persone convinte – vogliamo pensare – delle loro buone ragioni. Mi riferisco invece al pessimo spettacolo che ha dato di sé ancora una volta Silvio Berlusconi e agli intenti che egli ha dichiarato dal palco di piazza S.Giovanni.
Lo spettacolo è quello non direi di un capopopolo ( che rimane per me un complimento ), ma di un patetico caudillo nella sua fase crepuscolare. Patetici almeno quanto lui e forse ancora di più sono stati i candidati presidenti del PdL che senza alcun pudore hanno giurato non sulla Costituzione ma nelle mani del Presidente del Consiglio, con buona pace del federalismo, delle autonomie regionali e soprattutto della decenza.
Non ci sfugge, ovviamente, il lato grottesco di queste esibizioni ma, nonostante questo, non le prendiamo a ridere.
Al contrario le prendiamo sul serio non solo perché a circa metà degli italiani evidentemente non fanno lo stesso effetto che fanno a noi, ma soprattutto perché rimaniamo preoccupati, molto preoccupati. Può anche darsi che certi atteggiamenti estremisti siano la spia di un declino del quale Berlusconi è ormai consapevole. Personalmente sarei più prudente. Ma se anche così fosse non considererei come mere pagliacciate quelli che a me paiono invece propositi inquietanti e pericolosi. Sono proprio i “colpi di coda” spesso quelli più letali e Berlusconi a S.Giovanni sembrava più il Caimano che un Presidente del Consiglio.
Egli ha detto chiaramente che, se vince le regionali, avrà la forza sufficiente per fare quella che lui chiama “riforma della giustizia” – e sappiamo che cosa intende dire – e l’elezione diretta del Presidente della Repubblica, carica alla quale – da sabato nessuno può far finta di non averlo capito- intende candidarsi lui stesso ma per via plebiscitaria , giacché la strada prevista dall’attuale Costituzione la giudica per se stesso, e a ragione, eccessivamente impervia.
Berlusconi ha dunque dichiarato limpidamente le sue intenzioni. Esse, se realizzate, farebbero precipitare l’Italia nella condizione di un sistema istituzionale autoritario e populista. Altrettanto limpidamente ha detto che per fare tutto questo senza troppi ostacoli gli serve la vittoria alle regionali.
Sappiamo dunque quel che dobbiamo fare nei prossimi giorni affinché l’Italia resti una Repubblica democratica e parlamentare : ogni sforzo per contribuire, con il successo di Sinistra Ecologia e Libertà, alla vittoria del centrosinistra.
E’ un impegno indispensabile e anche urgente perché nel frattempo, con questa destra al Governo, se ne va, ogni giorno che passa, un pezzo della nostra libertà. Esageriamo a dire questo ? Non credo proprio. Basti guardare quello che è già successo. Le principali trasmissioni televisive di informazione politica sono state sospese perché sgradite alla destra, con una decisione a maggioranza del CdA della RAI. Intercettazioni telefoniche hanno rivelato che Silvio Berlusconi ha fatto pressioni sull’Autorità delle Comunicazioni e perfino su Comandante Generale dell’Arma di Carabinieri, contro “Anno zero” di Michele Santoro. I Telegiornali della prima e della seconda rete hanno propagandato la manifestazione di sabato scorso come degli agit-prop : prove tecniche di adunata di regime. Il Questore di Roma è stato redarguito dai capigruppo PdL di Camera e Senato per aver dato sui partecipanti cifre diverse da quelle dell’ineffabile Verdini.
Vale la pena poi di ricordare che al Parlamento è ormai sottratta la sua funzione di iniziativa legislativa, soffocato com’è da decreti legge e disegni di legge del Governo e che la magistratura è sottoposta ogni giorno ad una aggressione violenta che non ha precedenti nel nostro e negli altri Paesi democratici. Un potere esecutivo che comprime la libertà d’informazione e la funzione del Parlamento, che aggredisce la magistratura e gli organi di garanzia si colloca fuori dai confini a lui assegnati dalla Costituzione e la stravolge di fatto, prima ancora di modificarla formalmente.
Ecco perché questa destra costituisce ogni giorno di più un pericolo. Ecco perché tra una settimana la buona notizia dobbiamo darla noi : con il successo di SEL, con una pesante sconfitta del populismo autoritario di Berlusconi.

lunedì 22 marzo 2010

Lettera dall'ITALIANISTAN...

Salve,
sono un cittadino dell´Italianistan. Vivo a Milano 2, in un palazzo costruito dal Presidente del Consiglio.
Lavoro a Milano in una azienda di cui è mero azionista il Presidente del Consiglio.
Anche l´assicurazione dell´auto con cui mi reco a lavoro è del Presidente del Consiglio, come del Presidente del Consiglio è l´assicurazione che gestisce la mia previdenza integrativa.
Mi fermo tutte le mattine a comprare il giornale, di cui è proprietario il Presidente del Consiglio.
Quando devo andare in banca, vado in quella del Presidente del Consiglio.
Al pomeriggio, esco dal lavoro e vado a far spesa in un ipermercato del Presidente del Consiglio, dove compro prodotti realizzati da aziende partecipate dal Presidente del Consiglio.
Alla sera, se decido di andare al cinema, vado in una sala del circuito di proprietà del Presidente del Consiglio e guardo un film prodotto e distribuito da una società del Presidente del Consiglio (questi film godono anche di finanziamenti pubblici elargiti dal governo
presieduto dal Presidente del Consiglio).
Se invece la sera rimango a casa, spesso guardo la TV del Presidente del Consiglio con decoder prodotto da società del Presidente del Consiglio, dove i film realizzati da società del Presidente del Consiglio sono continuamente interrotti da spot realizzati dall´agenzia
pubblicitaria del Presidente del Consiglio.
Soprattutto guardo i risultati delle partite, perché faccio il tifo per la squadra di cui il Presidente del Consiglio è proprietario.
Quando non guardo la TV del Presidente del Consiglio, guardo la RAI, i cui dirigenti sono stati nominati dai parlamentari che il Presidente del Consiglio ha fatto eleggere.
Allora mi stufo e vado a navigare un po´ in internet, con provider del Presidente del Consiglio.
Se però non ho proprio voglia di TV o di navigare in internet, leggo un libro, la cui casa editrice è di proprietà del Presidente del Consiglio.
Naturalmente, come in tutti i paesi democratici e liberali, anche in Italianistan è il Presidente del Consiglio che predispone le leggi che vengono approvate da un Parlamento dove molti dei deputati della maggioranza sono dipendenti ed avvocati del Presidente del Consiglio, che governa nel mio esclusivo interesse.
Per fortuna!

venerdì 12 marzo 2010

"Basilicata, un altro Sud", il programma di legislatura 2010/2015...

Per i lettori del blog inseriamo di seguito il formato visibile dal web ed il link per scaricare il programma del Centro-Sinistra (clicca qui) che è stato presentato di recente dal candidato alla presidenza della Regione Basilicata Vito De Filippo.
Buona lettura e buone riflessione...

mercoledì 10 marzo 2010

Gennaro Migliore: video-messaggio sulla conferenza stampa del Presidente del Consiglio...


Le imprese incontrano i candidati...

L'associazione L.A.P.I.L. (Libera Associazione Piccole Imprese Lavello) organizza per il 12 Marzo alle 19.00 presso il Teatro Sacro Cuore della Città un incontro con i candidati lavellesi al consiglio regionale della Basilicata.
Sarà un momento utile per fare il confronto tra i diversi soggetti politici in maniera diretta.
Saranno presenti:

Antonietta Botta, PD
Vincenzo Bruno, UDC
Antonello Catarinella, PDL
Donato Di Cugno, Popolari Uniti
Antonio Pettoruso, Io amo la Basilicata
Ivano Scotti, Sinistra Ecologia Libertà

Partecipate numerosi.

Emergency a Potenza...

Segnaliamo l'iniziativa di Venerdì 12 Marzo a Potenza con l'Assessore Pesacane (SEL) e Cristiffanini (Emergency) in cui si parlerà delle attività dell'associazione Emergency in giro per il mondo.
Cliccate sull'immagine per ingrandire il volantino-manifesto.

domenica 7 marzo 2010

La stampa estera...

La cattiva reputazione dell’Italia politica all’estero si è costruita nel tempo attorno a svariate parole chiave. Una di esse è sicuramente “corruzione”, e alle principali testate straniere non è certo sfuggita la “nuova tangentopoli” di queste ultime settimane.

Lo spagnolo El Pais ha scritto ad esempio:

Non saranno forse i casi di corruzione più gravi e spettacolari che ha dovuto affrontare l’Italia, ma sicuramente quelli che sembrano aver colpito maggiormente la coscienza dei cittadini. A ciò ha contribuito la sensazione che nessuna istituzione dello Stato si possa sottrarre ai modi di fare di Silvio Berlusconi; e anche al fatto che il paese torni a essere vittima di mali conosciuti, come la promisquità tra la classe politica e la mafia. E si inizia a credere che l’immoralità delle vita pubblica abbia ormai superato ogni limite. Il clima di ansia che si vive nel Paese va aumentando per via del fatto che l’opposizione a Berlusconi risulta disarticolata come il sistema politico di cui fa parte. Se fino a ora un’alta percentuale di cittadini italiani pensava che il problema fosse solo il Governo, ora è la Repubblica nel suo complesso che inizia a preoccuparli.

Il francese Les Echos si è chiesto:

È imminente una nuova operazione “mani pulite” in Italia? Questo è ciò che in ogni caso teme la classe politica, allorché da una decina di giorni una serie di scandali di corruzione eclatante turbano seriamente la campagna elettorale delle regionali. (..) Il momento è grave. Domenica, gli abitanti [di L’Aquila, N.d.T.] sono scesi in strada per protestare, brandendo le chiavi delle loro case distrutte. Silvio Berlusconi ha rifiutato le dimissioni di Guido Bertolaso, ma quattro persone sono già in carcere. Le prime udienze si aprono domani al tribunale di Firenze. Intanto, il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, ha appena annunciato che avrebbe dato valore di legge al codice etico redatto a gennaio dagli imprenditori, documento attraverso il quale le imprese si impegnano a non lavorare più con la Mafia. Secondo la Corte dei conti, il momento è grave: sui primi undici mesi del 2009, nella penisola le denunce per corruzione hanno fatto un balzo del 229%.

In Olanda, NRC Handelsblad si è occupato invece dei processi per corruzione che toccano più o meno direttamente il Presidente del Consiglio stesso:

Grazie alla sentenza della Corte di Cassazione Mills ha ieri evitato una condanna a quattro anni e mezzo di prigione. Il processo contro Berlusconi andra’ ancora avanti sabato. Berlusconi corre il rischio di venire condannato, ora che la Corte di Cassazione ha confermato che Mills e’ stato corrotto da Berlusconi. Ma tra undici mesi anche il processo contro Berlusconi cadra’ in prescrizione. Il suo processo dura piu` a lungo poiche’ e’ stato temporaneamente bloccato, dopo che la coalizione di Berlusconi ha introdotto una legge per l’immunita’ che lo protegge. Questa legge e’ stata dichiarata incostituzionale lo scorso ottobre dalla Corte Costituzionale. Berlusconi perdeva la sua immunita’ ma per altre vie l’ha gia’ quasi ristabilita.

Il britannico Times, a questo proposito, ha titolato “La vittoria di Berlusconi nel caso giudiziario Mills è solo una vittoria di Pirro“, concentrandosi sulle distorsioni dell’informazione in Italia:

“Vittoria per Berlusconi” recita il titolo de “Il Giornale”, il quotidiano di proprietà del fratello dello stesso Berlusconi, Paolo, aggiungendo che Mills è stato praticamente assolto. La RAI, televisione di stato, ha comunicato ai propri ascoltatori che Mills è stato “assolto”. Fabrizio Cicchitto, capo del Partito delle Libertà (PdL) di Silvio Berlusconi alla Camera dei deputati, ha dichiarato che il verdetto è stata una dura sconfitta per i magistrati “di sinistra” che complottavano per far cadere il Presidente del Consiglio. (...) Il Presidente del Consiglio è, in altre parole, in una situazione difficile. Continua a sostenere che tutte le accuse di corruzione sono una trama per farlo cadere. D’altra parte, ha dovuto rispondere all’evidente calo di supporto pubblico ammettendo che i magistrati sono nel giusto nel loro impegno a portare alla luce la corruzione e promettendo di introdurre severe misure anti-corruzione. Se dovessero emergere ancora altri scandali, sarà sempre più difficile anche per l’Houdini italiano approvare o incoraggiare lo smascheramento e la punizione della corruzione, seppur non nei casi che coinvolgono lui stesso o i suoi stretti collaboratori.

Sui tentativi di Berlusconi di uscire da questo vicolo cieco ha focalizzato la sua attenzione la testata svizzera Neue Zürcher Zeitung:

Negli ultimi giorni Berlusconi aveva anche affermato che i magistrati, come al solito prima delle elezioni (questa volta si tratta delle regionali che avranno luogo a fine marzo), avrebbero cominciato a gettare fango e che la corruzione riguarda al limite solo qualche pecora nera. Contro questa banalizzazione del problema si sono mobilitati in questi giorni non solo i politici dell’opposizione, ma anche l’ex ministro degli Interni e oggi Presidente della Commissione Antimafia Giuseppe Pisanu. Secondo Pisanu il decadimento morale della politica sarebbe oggi anche più grave che ai tempi di Tangentopoli. Contestualmente anche il presidente della Fiat Luca Cordero di Montezemolo ha esortato a intraprendere una “lotta titanica contro la corruzione”.

Il giudizio più severo sulle recenti valutazioni di Berlusconi sulla magistratura è stato dato però dal più autorevole settimanale tedesco, Der Spiegel:

Se ci fosse stato bisogno di una conferma ulteriore del suo rapporto distorto con la giustizia e con la legge, venerdì Silvio Berlusconi l’ha sicuramente fornita. Il Presidente del Consiglio italiano ha insultato i giudici del suo paese dando loro dei “talebani”.

sabato 6 marzo 2010

Il Piccolo Presidente...

Una risata vi seppellirà...

Noi rispettiamo le regole!

Al sit-in del popolo viola di questa mattina organizzato a Montecitorio, è intervenuto anche Claudio Fava, il coordinatore nazionale di Sinistra Ecologia Libertà. Qui alcuni stralci del suo intervento:

Occorre di “no” quando c’è bisogno. In Lombardia, Sinistra Ecologia Libertà non utilizzerà questo decreto per far riammettere la lista in alcune province. Non utilizzeremo un decreto che legalizza l’illegalità!

Sono indignato, sono indignato con il presidente del Consiglio per i suoi trucchi elettorali, ma lo confesso con amarezza, sono indignato anche per la firma del Capo dello Stato. Quando c’è bisogno di dire no nel merito e sulle procedure, occorre dire no. In queste ore è in gioco la democrazia: le leggi, le norme si fanno alla luce del sole, non nelle ore più buie ed oscure”.

In Lombardia la lista di Sinistra Ecologia Libertà non è stata ammessa in alcune provincie. Non intendiamo utilizzare questo decreto per sanare la nostra situazione: le regole si rispettano, e non riconosciamo un decreto che legalizza l’illegalità”.

giovedì 4 marzo 2010

"Al via la campagna dell'outsider Ivano Scotti"

Riportiamo l'articolo apparso su "il Quotidiano" di martedì 2 marzo 2010.
Per visualizzarlo cliccate sull'immagine.

CoPES - Azione di Contrasto alla Povertà Esclusione Sociale...

Il circolo di "Sinistra Ecologia Libertà" di Lavello (PZ) informa che è disponibile a questo "link" la pagina principale del progetto CoPES, una misura di integrazione al reddito per 24 mesi che prevede anche l’offerta di altri servizi di inclusione sociale destinati alla famiglia della Regione Basilicata.
Una misura in più per le fasce deboli di una regione che presenta un tasso di povertà relativa delle famiglie intorno a 30% e una disoccupazione giovanile delle donne al 48%.

"Sinistra Ecologia Libertà" invita tutte le lavoratrici e i lavoratori ad aderire allo sciopero generale proclamato dalla Cgil per il 12 Marzo, e invita i cittadini a partecipare alle manifestazioni territoriali convocate in molte piazze d’Italia nella stessa giornata.

Rilanciare un piano per la piena occupazione e sostenere il reddito dei disoccupati e degli inoccupati; ridare dignità al lavoro a partire dall’aumento dei salari e delle pensioni; ristabilire una giustizia fiscale in modo che l’economia pubblica non sia sostenuta solo dalla tassazione dei redditi fissi, da lavoro dipendente e da pensione; combattere il lavoro nero e l’evasione fiscale e contributiva; combattere lo sfruttamento dei lavoratori più deboli, siano essi giovani, donne, immigrati.

Sono queste le priorità della nostra azione politica per le quali SEL è solidale con la Cgil e sarà nelle piazze insieme con le lavoratrici ed i lavoratori in sciopero ed i pensionati in lotta.

Segreteria Nazionale "Sinistra Ecologia Libertà"

lunedì 1 marzo 2010

Il video di Vendola di apertura della Campagna Elettorale...

Lettera di Carlo Petrone ai compagni...

[Riportiamo la lettera inviata da Carlo Petrone (in foto - Coordinatore Regionale) per le imminenti elezioni ai compagni della Provincia di Potenza]

Care compagne, cari compagni,
la campagna elettorale entra nel vivo e noi di Sinistra Ecologia Libertà ci saremo con le nostre candidate, i nostri candidati e con tanto entusiasmo.
Grazie al lavoro prezioso di tutti voi siamo riusciti a comporre liste rappresentative, composte da persone che stanno lavorando nel segno della solidarietà, dell'unita e della qualità politica e culturale. Elementi importanti per una formazione politica come la nostra che si pone l'obiettivo di rappresentare la sinistra nuova in questo Paese, che dia un nuovo senso alla politica e all'impegno di ogni militante.
Nella lista della circoscrizione di Potenza siamo riusciti a candidare 5 donne; un risultato importante non solo perché nelle altre liste vi è poca presenza femminile, ma soprattutto perché si tratta di donne rappresentative nei loro territori, riconosciute per la loro qualità politica e sociale.
Ma vi sono anche molti giovani e candidati che rappresentano il percorso storico e politico attraverso il quale siamo giunti a SEL.
Considero questi fattori importanti, soprattutto alla luce delle vicende che hanno lacerato la Federazione della Sinistra in questi giorni (mancata presentazione della lista a Matera, rifiuto di candidatura da parte della Consigliera Regionale uscente) che dimostrano senza più dubbi la validità del nostro progetto.
Anche la nostra impostazione e le scelte nella composizione delle alleanza e delle liste per le elezioni comunali, soprattutto a Matera e in alcuni comuni importanti del materano e ad Avigliano, sono risultate positive.
Abbiamo assistito nella formazione delle liste a fenomeni veramente degradanti che sottolineano il grado di involuzione raggiunto dalla politica.
Noi, invece, abbiamo dimostrato di voler rappresentare una politica pulita, solidale, che faccia del suo senso umano e civile una speranza per il futuro.
Sarà utile in questa campagna elettorale rivolgersi all'elettorato parlando di programmi, delle nostre proposte accolte nell'impostazione del centrosinistra, ma anche di SEL quale unica possibilità per la sinistra italiana e lucana.
Vorrei ringraziare tutti voi per la serietà e la maturità offerte e per l'impegno che sicuramente assicurerete in questa campagna elettorale.
Un abbraccio.

Carlo Petrone

Oggi hanno scioperatom loro...

Giornata senza immigrati, in agricoltura mancano all'appello 80mila stagionali [da ecoblog].

La giornata senza immigrati è una giornata dura per l’agricoltura italiana, anzi per il Made in Italy che sussiste grazie al lavoro degli extracomunitari, operai nelle campagne italiane. La Cia, Confederazione italiana agricoltori fa sapere;

Non vi sono alternative al lavoro e all’integrazione degli immigrati nella nostra società e per questo viene chiesto da tempo una verifica sulla legge Bossi-Fini. La Cia è convinta, infatti, che sia necessario rendere più agevoli e meno rigidi i canali di ingresso regolare degli stranieri e che questo sia l’unico vero deterrente all’immigrazione clandestina. Si esprime forte preoccupazione per l’assenza di notizie relative al decreto flussi 2010, che prevede l’ingresso di 80 mila stagionali immigrati, indispensabili per i lavori agricoli e per le imminenti operazioni di raccolta.

In Italia nel settore agricolo lavorano circa 90mila immigrati di cui 15mila con contratto a tempo indeterminato. Spiega Coldiretti:

Senza il contributo determinante dei lavoratori immigrati non sarebbe possibile la produzione di numerose eccellenze del Made in Italy alimentare, dalla raccolta delle mele della Val di Non in Trentino alla mungitura delle mucche da latte per il Parmigiano Reggiano, dalla vendemmia dei vini “Doc” alla cura dei greggi per il pecorino romano fino alla raccolta della frutta Igp dell’Emilia Romagna.

All’appello mancano ancora 80 mila lavoratori stagionali il cui ingresso in Italia dovrebbe essere regolamentato dal decreto flussi in attesa di essere approvato dal Governo. La stagione delle fragole sta per partire, ci sono italiani disposti a raccoglierle?