mercoledì 30 dicembre 2009

Vendola: "Vinca il migliore..."

Dopo tante polemiche, dopo tante parole, ecco che il PD di Puglia pensa sia il caso di far svolgere le primarie in Puglia per scegliere il candidato alle prossime elezioni regionali per il Centro-Sinistra.
Di seguito riportiamo il post pubblicato da Nichi Vendola sul suo sito alle 15.22 di oggi.

"Mentre scrivo è in corso il tavolo tecnico organizzativo che si pronuncerà sulla data e sulle regole delle primarie con cui il centrosinistra sceglierà il suo candidato alla presidenza della Regione Puglia per le regionali 2010. Io dico ora: che vinca il migliore. Se vincerà Emiliano, naturalmente lo sosterrò. Sono un uomo della sinistra e sono impegnato a sconfiggere la fabbrica delle paure che è il centrodestra che governa l’Italia. Ho cercato in tutti questi mesi di non mettere mai il piede in quell’arena particolare in cui andavano in scena le polemiche, i pettegolezzi, le contumelie, lo straparlare. Ho cercato di rimanere sempre al mio posto e di dire una parola in meno piuttosto che una parola in più, facendomi carico anche di comprendere i sentimenti degli altri interlocutori. Di me posso dire di non essermi mai innamorato del potere. Sono entrato nel potere e ho promesso una cosa: che avrei cercato di non lasciarmi stravolgere l’anima, di non farmi mangiare il cuore dal potere. Alla fine di questa esperienza di Governo regionale, posso dire di essere stato fedele a me stesso: sono stato felice ogni volta che ho modificato, in positivo, la vita a qualcuno. Sono stato talvolta poco attento ai partiti perché mi sono sentito responsabile di 4 milioni e 68mila pugliesi. Quello è diventato il mio partito. Non per spocchia o alterigia nei confronti dei partiti, ma talvolta sono stato un po’ disattento verso le loro esigenze perché mi sono sentito pressato dalla necessità di dare risposte a questo immenso, sconfinato corpo che non è soltanto un corpo elettorale, è un corpo che soffre e che vorrebbe avere diritti. Finisco questa esperienza con la speranza di poter dire: ho lasciato un segno positivo, ho piantato un seme."

martedì 29 dicembre 2009

Basilicata: il pattume e servito!

Oggi, martedì 29 dicembre, a Lavello (PZ), presso il Centro Sociale alle ore 18.00 "Rifiuti Connection", video-inchiesta su rifiuti e l'inquinamento in Basilicata curata da Pietro Dommarco e Vito Foderà per CurrentTV.
Seguirà poi il dibbattito sul tema. Interverranno: Pietro Dommarco, Presidente OLA (Organizzazione Ambientalista Lucana); Ivano Scotti per il Comitato "Diritto alla Salute” di Lavello (PZ); Maurizio Bolognetti, Direzione Nazionale Radicali Italiani; Marisa Ingrosso, Giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno; Paolo Baffari, Coordinamento “Potenza Attiva”, Miko Somma, “Comitato No Oil” e molte altra associazioni lucane.
L'evento, organizzato dal Comitato Cittadino "Diritto alla Salute" di Lavello in collaborazione con OLA (Organizzazione Ambientalista Lucana) proverà a fare il punto sulla situazione rifiuti e inquinamento nella Regione, aspetto a cui sarà data particolare attenzione riguarderà l'inquinamento prodotto dall'inceneritore "Fenice" nella piana di San Nicola di Melfi (PZ), impianto vicinissimo a Lavello.

sabato 26 dicembre 2009

Emiliano contro Vendola? Siano le primarie a decidere!

[Ansa del 26/12/2009 - ore 17.39]
Puglia: Emiliano si candida per Pd. Sindaco di Bari in lizza per presidenza Regione senza condizioni.
Il sindaco di Bari, Michele Emiliano, presidente dell'assemblea del Pd della Puglia, ha deciso di candidarsi alle Regionali del 2010. "Accoglierò la decisione del mio partito - ha detto - senza porre condizioni''. L'assemblea regionale del Pd si riunirà lunedì pomeriggio per indicare in maniera definitiva il candidato presidente alle prossime elezioni regionali.

[da www.sinistraeliberta.eu]
Regionali, Puglia. Fratoianni (SEL): Emilano sfidi Vendola alle primarie
Emiliano sfidi Vendola alle primarie: lo chiede il segretario regionale in Puglia di Sinistra Ecologia, Libertà, Nicola Fratoianni, a proposito della disponibilità data poco fa a candidarsi alla presidenza della Regione Puglia alle prossime regionali dal Sindaco di Bari e pPesidente Regionale del Pd, Michele Emiliano. "Apprendo – afferma Fratoianni – che il Sindaco di Bari ha dato la sua disponibilità a candidarsi senza rete, mi pare che dovrebbe a questo punto, e vista la straordinaria popolarità di cui a suo avviso gode in tutta la Puglia, sfidare Nichi Vendola alle primarie". "Vincerebbe certamente – aggiunge Fratoianni – e avrebbe il merito di tenere unita una coalizione". "In caso contrario il Sindaco di Bari – continua Fratoianni – porterebbe su di sè la responsabilità di restringere la coalizione invece di allargarla e di una rottura dalle conseguenze catastrofiche per la Puglia e per il Comune di Bari". "Mi auguro che il Sindaco di Bari e il Pd – conclude – sappiano valutare con la dovuta attenzione e scegliere nell’interesse delle istituzioni, della democrazia e dei pugliesi".

giovedì 24 dicembre 2009

Il nucleare italiano del Governo Berlusconi...

[da Ecoblog] Il piano del Governo per riportare il nucleare in Italia procede di un nuovo passo: il decreto approvato ieri e che ha avuto alta risonanza nella stampa nazionale, fissa in 33 punti i criteri per individuare i siti che ospiteranno le prime 4 centrali nucleari di terza generazione.

Nel decreto è previsto anche il rimborso che riceveranno i comuni che ospiteranno le centrali. Ma le polemiche diventano ancora più feroci proprio sul reperimento delle risorse economiche paventate; sul fatto che solo dopo febbraio 2010 saranno resi noti i comuni che ospiteranno i siti; non sono stati ancora nominati i vertici dell’Agenzia per la sicurezza nucleare che però ha già il mandato per decreto di individuare i siti idonei per la costruzione delle centrali nucleari.

Secondo quanto riportato dal comunicato stampa del Ministero per lo sviluppo economico:

Nel dettaglio è previsto un beneficio economico onnicomprensivo annuale commisurato alla potenze elettrica nominale dell’impianto nella fase di cantiere, pari a 3 mila euro per megaWatt. Una volta che l’impianto nucleare sarà entrato in esercizio, il beneficio economico sarà commisurato all’energia elettrica prodotta ed immessa in rete, pari a 0,4 euro per MWh da corrispondere ad imprese e cittadini sulla base dei criteri definiti dagli enti locali interessati. I benefici sono attribuiti per il 10% alle Province in cui è ubicato l’impianto; per il 55% ai Comuni e per il 35% ai comuni limitrofi, fino ad un massimo di 20 km dall’impianto. Nel dettaglio, i benefici attinenti alla fase di realizzazione degli impianti sono destinati per il 40% agli enti locali per le finalità istituzionali e per il 60% alle persone residenti e alle imprese presenti sul territorio circostante il sito, mediante la riduzione della spesa energetica, della TARSU, delle addizionali IRPEF, IRPEG e dell’ICI, secondo criteri e modalità che saranno fissati dagli enti locali interessati. Quelli correlati all’esercizio produttivo degli impianti, invece, saranno destinati alla riduzione della spesa per energia elettrica dei clienti ubicati nei territori dove hanno sede gli impianti.

Secondo Legambiente, come già faceva notare Greenpeace nella sua campagna contro il nucleare, la promessa di pagare bollette più leggere è incompatibile con le azioni individuate dal decreto. Spiega Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente nel suo comunicato stampa:

Il governo deve smetterla con la propaganda sui benefici economici, ambientali ed energetici che garantirebbe il progetto di nuove centrali nucleari, dal quale la stessa cancelliera tedesca Angela Merkel si tiene ben lontana. Spendendo non meno di 50 miliardi di euro per produrre il 25% dell’elettricità, distoglieremmo tutte le attenzioni e le risorse economiche che potrebbero essere investite subito nella green economy dell’efficienza energetica e delle rinnovabili. Sono queste le uniche soluzioni efficaci e già disponibili per rispettare la scadenza europea del 2020 prevista dal pacchetto energia e clima, ridurre davvero la bolletta e la dipendenza dall’estero e per diversificare le fonti energetiche. Il governo fermi questo progetto, utile per pochi e inutile per la collettività che scatenerebbe inevitabili conflitti istituzionali e sociali già visti, non solo negli anni ‘70 e ‘80, ma anche poco tempo fa a Scansano Jonico per realizzare il deposito geologico dei rifiuti radioattivi, e che né i rimborsi milionari nè l’uso dell’esercito eviterebbero.

Anche il WWF specifica che il decreto non è ben confezionato neanche sulla gestione delle scorie nucleari:

Il decreto, inoltre, prevede la costituzione di un “Parco tecnologico” a cura della Sogin per lo smaltimento dei rifiuti radioattivi. Pensa forse il Governo che con un nome così altisonante i cittadini non riconosceranno un deposito di scorie e le strutture per il riprocessamento delle stesse? Esiste il pericolo reale che tale “Parco Tecnologico” sia destinato al riprocessamento delle scorie provenienti dalle centrali in territorio italiano e non solo. La promessa di benefici economici per i comuni che accoglieranno le centrali e altri impianti del ciclo nucleare, oltre a rappresentare un nuovo e ingente esborso a carico dei contribuenti, svela la filosofia di fondo della strategia “compensativa” messa in atto, con l’intento di mettere i cittadini gli uni contro gli altri.

Vendola: "Io non mi ritirerò"...

L'intervento di Nichi Vendola all'Assemblea Costituente di "Sinistra, Ecologia, Libertà"

Nichi Vendola - Assemblea Costituente SEL 19/20-12-2009 from Sinistra Ecologia Libertà on Vimeo.

domenica 20 dicembre 2009

Il nuovo simbolo di "Sinistra, Ecologia, Libertà"...


















Questo il nuovo simbolo di "Sinistra, Ecologia, Libertà" il 19 dicembre 2009 a Roma.






Elementi per il programma di "Sinistra, Ecologia, Libertà"...

All'Assemblea Costituente di "Sinistra, Ecologia, Libertà" del 19 e 20 dicembre 2009 a Roma si è presentato un programma di massima da sottoporre ad approfondimenti in forum e gruppi più ristretti e specifici.
Qui è possibile leggere il programma presentato a Roma.

mercoledì 16 dicembre 2009

Fotovoltaico a prezzi bassi! Il progetto è italiano!

[da ecoblog]
I detrattori del fotovoltaico sostengono che sia una tecnologia dai costi ancora troppo elevati. Ebbene, ricerca e industria hanno tirato fuori dal cilindro una ingegnosa soluzione: convertire il costoso Germanio nel più comune silicio. Le celle solari multigiunzione, oltre a essere economiche, hanno efficienze record di conversione pari al 39% e non si scarta la previsione di arrivare a efficienze superiori al 40%. La tecnica di trasformazione è stata messa a punto dalla Dichroic Cell con l’Università degli Studi di Ferrara e il CNR-INFM (Consiglio Nazionale delle Ricerche-Istituto Nazionale per la Fisica della Materia).

Le celle fotovoltaiche sono costituite da Silicio, Arseniuro di Gallio (GaAs), Fosfuro di Indio e Gallio (InGaP),e da Germanio (Ge) che è l’elemento più raro e costoso. Perciò la Dichroic Cell ha pensato di lavorare proprio su questo aspetto cercando elementi più economici che potessero sostiuire il Germanio senza che ne fosse compromessa la resa. La ricerca si è orientata verso il silicio che di contro è l’elemento più disponibile e a buon mercato. Ecco dunque ideato un procedimenti che usa il reattore L.E.P.E.C.V.D. (Low Energy Plasma Enhanced Chemical Vapor Deposition), che funziona come una specie di forno: dopo che è stato depositato il Germanio sul Silicio avviene la trasformazione di un elemento nell’altro.

La sofisticata tecnologia, nata in ambito aerospaziale negli anni ‘90, promette di abbattere del 60% i costi del substrato delle celle fotovoltaiche. Costi che si abbassano del 30% nel caso di un substrato in Germanio puro. La ricerca è stata tenuta segreta fino a oggi, fino a quando cioè non si è riusciti a passare alla produzione su scala industriale. Perciò la Dichroic Cell ha iniziato a commercializzare i pannelli fotovoltaici dal substrato virtuale dallo scorso settembre annunciando l’attuale disponibilità a coprire il 10% del fabbisogno energetico nazionale.

Ha detto Federico Allamprese Manes Rossi, Amministratore Unico della Dichroic Cell S.r.l:

Coraggiosi imprenditori, soprattutto veneti, hanno investito negli studi e nella ricerca applicata dell’Università di Ferrara. I laboratori messi a disposizione da CNR-INFM hanno portato alla realizzazione di una tecnologia strategica e all’avanguardia, valida non solo per il settore fotovoltaico, ma anche per quello aerospaziale e dell’automotive. La lungimiranza dello scorso e dell’attuale governo sta consentendo di portare all’industrializzazione questa iniziativa, patrimonio esclusivo della nostra nazione.

I video di Niche Vendola a "Ballarò" del 15/12/09...

Nichi ha partecipato a Ballarò nella puntata del 15 dicembre dedicata all’aggressione al Presidente del Consiglio. Guarda gli interventi di Nichi durante la trasmissione:

Conferenza Stampa...

Oggi (16/12/2009) alle 15.30 presso la Saletta Cinema dell’Hotel Nazionale - Roma - Piazza Montecitorio 131 - Nichi Vendola parteciperà alla conferenza stampa di presentazione dell’Assemblea Nazionale di Sinistra Ecologia Libertà, prevista per il prossimo fine settimana.
Nel corso dell’incontro con i media saranno illustrate le posizioni di SeL sulle elezioni regionali 2010.
Alla conferenza stampa saranno presenti, tra gli altri, Claudio Fava, Loredana De Petris, Umberto Guidoni, Paolo Cento, Gennaro Migliore
L’assemblea Nazionale di Sinistra Ecologia Libertà “In viaggio verso il futuro” - a cui parteciperanno oltre 1.200 delegati eletti dalle assemblee provinciali - si svolgerà sabato 19 dicembre, dalle ore 10, e domenica 20 dicembre presso il Centro Congressi dell’Hotel Marriott Park Hotel (via T. Masala, zona Magliana/autostrada Roma-Fiumicino).

lunedì 14 dicembre 2009

Vendola: "Aggressione barbara e bemente"

[dal blog di Nichi Vendola]
Voglio esprimere la più completa, sincera e sentita solidarietà al Presidente del Consiglio, vittima di un’aggressione barbara e demente che nulla ha a che spartire con le ragioni dell’opposizione politica a questo Governo. Credo sia fondamentale non stancarsi mai di ripetere che la non violenza è elemento fondamentale e fondante, ineludibile, di una sinistra moderna e che nulla può giustificare un episodio come quello che si è verificato stasera a Milano.

Il Presidente Berlusconi ferito al volto...



Tutti sanno che ieri sera il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, è stato aggredito a Milano intorno alle 18.30 da un uomo, non completamente sano di mente, Massimo Tartaglia, di circa quarantanni. Questo non è stato il primo atto contro il Premier, chissà se qualcunio ricorda che nel 2004 venne colpito da un 28enne, Roberto Del Bosco, con un treppiedi...
Ora, indipendentemente dall'evento di queste ore e del precedente atto che ricordavamo, anche noi del Circolo di Lavello (PZ) di "Sinistra Ecologia e Libertà" condanniamo senza "se" e senza "ma" il gesto violento ed auguriamo "al nostro Presidente" di rimettersi presto.
Ciò non toglie che il Governo, e in particolare il Presidente Berlusconi, ha più volte attaccato le Istituzioni, dal Capo dello Stato, al CSM, al Presidente della Camera e taccia tutti i suoi avversari di essere comunisti (alias "di essere i cattivi").
Malgrado il gesto del "pazzo" di turno, resta il fatto che la Riforma Gelmini ha messo alla porta molti precari della Scuola, ha ridotto la speranza per molti ricercato dell'Università, che il Lodo Alfano e le norme sul processo breve sono molto ambigue e appaiono come una sorta di autoprotezione della "politica" (ed in particolare per il Presidente Berlusconi), che il ritorno al nucleare appaia in controtendenza rispetto a molti Paesi europee (come Spagna, Danimarca e Germania) che puntano su efficienza/riduzione dei consumi e sulle rinnovabili, ecc., ecc.
Tra tutte le reazioni di ieri, forse, quella di maggior buon senso di è stata quella espressa dalla Bindi che condanna l'aggressione, manifesta la sua solidarietà al Premier ma avverte come il clima di scontro politico sia stato alzato da tutte le forze in campo (del resto gli attacchi contro le Istituzioni, contro la Chiesa, ecc. sono stati espressi da esponenti della maggioranza) e che il Presidente "[...] ha contribuito anche lui a creare questo clima".
In tutti i casi, auguri Presidente, si rimetta presto...

lunedì 7 dicembre 2009

Assemblea Regionale di "Sinistra e Libertà" di Basilicata

Venerdì, 11 dicembre, a Potenza, presso il cine-teatro "Principe di Piemonte", alle ore 17,30, Assemblea Regionale di "Sinistra e Libertà".
Interverrà il compagno Claudio Fava.
L'assemblea è aperta a tutti.

Nucleare: Enel sceglie da sola i siti...

[di Zaratti - sito Ufficiale SeL]
Si comincia male. Enel sceglie da sola i siti. faremo di tutto per informare i cittadini. Il referendum del 1987 deve essere rispettato. Governo renda noti siti prima di elezioni regionali.

Le dichiarazioni dell’Amministratore Delegato di Enel Fulvio Conti, circa il fatto che ha deciso i siti dove dovrebbero essere costruite le centrali nucleari italiane mi sconcertano. In soli quattro mesi dall’approvazione della Legge Sviluppo, infatti, Enel avrebbe già fatto i rilievi e le prospezioni per individuare i siti, in piena autonomia e senza che sia coinvolta la neonata Agenzia per sicurezza nucleare italiana che di certo non ha ancora potuto lavorare, visto che non ne è ancora stato definito l’organigramma. – dichiara l’assessore regionale all’Ambiente Filiberto Zaratti, in merito alle dichiarazioni dell’AD di Enel che saranno trasmesse questa sera su La 7 – Eppure Fulvio Conti ha già in tasca i siti e afferma di aspettare l’imprimatur del Governo per renderli noti. Si tratta di una dinamica opposta a quella che aveva comunicato il Ministro Scajola, il quale più volte ha affermato che il Governo avrebbe identificato le zone nelle quali si sarebbero potute costruire i reattori e la decisione finale l’avrebbero presa le aziende.
Il fatto assolutamente intollerabile è che si cominci già da ora a mettere di fronte a un fatto compiuto i cittadini e l’opinione pubblica, senza che si possa aprire una discussione. È intollerabile che un’azienda privata si arroghi il diritto di ignorare il risultato elettorale del 1987. – prosegue Zaratti – Una simile rapidità inoltre mi lascia perplesso e non vorrei che per prendere una decisione in così poco tempo si siano scelti i siti nei quali erano già presenti i reattori nucleari, incrociandoli con la vecchia Carta dei Siti che è stata redatta dall’Enea ben trenta anni fa quando la consapevolezza circa ai problemi ambientali delle centrali nucleari era molto inferiore a quella di oggi. Se così fosse il Lazio sarebbe fortemente interessato all’opzione nucleare visto che ben tre siti, Montalto di Castro, Borgo Sabotino e Sessa Aurunca (in territorio campano a pochi metri dal confine con il Lazio) hanno ospitato reattori nucleari. Come Regione vigileremo affinché il diritto di esprimersi dei cittadini del Lazio, come a quelli del resto d’Italia, sia rispettato. Chiedo inoltre al Governo di rendere possibile una discussione sulla questione rendendo noti i siti prima delle elezioni regionali.

domenica 6 dicembre 2009

61° Anniversario della Dichiarazione Universale dei diritti Umani

Car@ compagn@,
L'Assessorato alle Politiche Sociali, Pace e Immigrazione, guidato da Paolo Pesacane, in collaborazione con l'associazione di promozione sociale ''Zer0971'' organizza la II edizione della manifestazione ''Percorsi Umani''.
Appuntamento per il 10 Dicembre presso il Teatro F. Stabile di Potenza con ingresso alle 20:30, sipario h. 21, l’ingresso è gratuito, gli inviti si possono ritirare presso “Unaterra” bottega del commercio equo e solidale in via Plebiscito 26/28 (PZ), o inviando una e-mail a info@zer0971.org
Dal 10 al 21 Dicembre sarà, inoltre, possibile visitare la mostra fotografica “Crisi Dimenticate” in collaborazione con Medici Senza Frontiere, di grande impatto emotivo e composta da 20 fotografie relative alle dieci crisi dimenticate, oggetto del rapporto 2008 di MSF. La mostra sarà allestita presso l’atrio della Provincia di Potenza in piazza Mario Pagano a Potenza.

mercoledì 2 dicembre 2009

“Copenhagen: ripartire da Bali” di Roberto Musacchio


[dal sito nazionale di Sinistra Ecologia e Libertà]
Mano mano che si avvicina la data di inizio crescono le attese per il vertice di Copenaghen. Una constatazione tutt’altro che banale. Non sono molti infatti nella nostra storia gli eventi da cui ci si aspetta qualcosa di positivo, soprattutto al livello di scelte così globali come quelle in discussione per il clima. La stessa mobilitazione altermondialista di questo decennio si è alimentata di molti appuntamenti “contro“, assegnando la propria ricerca dell’altro mondo possibile a sedi proprie, i social forum, alternative a quelle ufficiali da cui non ci si aspettava altro che minacce.
Il protocollo di Kyoto è una eccezione. Nato, come convenzione, nella temperie del vertice ONU sulla Terra a Rio nel 1992, una sorta di ultimo sprazzo dei tentativi di avere una globalizzazione dolce, tradito dalle incertezze clintoniane, ha dovuto combattere per sopravvivere dopo che al clintonismo sconfitto si sostituì la gelata di Bush. La sua globalizzazione dura tutta a difesa e a promozione del modello di vita americano; Bush elesse quel protocollo a nemico da battere.
La storia della resistenza di Kyoto è una pagina importante della nostra esperienza di questi decenni difficili. Essa ha avuto molte tappe significative come quella di una disponibilità europea ad agire sul clima come un soggetto politico reale e come l’entrata in vigore legale effettiva del protocollo grazie alla firma della Russia. Ma è il punto di svolta che può indicare una sorta di scavallamento della fase più drammatica ed anzi l’avvio di un cammino futuro, quello del cosiddetto dopo Kyoto e cioè del nuovo trattato.
Come è noto la realizzazione della convenzione e del trattato sono affidati ad un lavoro permanente che produce ricorrenti conferenze tra le parti, come la prossima a Copenhagen. Ebbene fu alla penultima, a Bali, che si costruì l’architrave per il dopo Kyoto. Precedentemente, a Montreal, c’era stato un attacco frontale di Bush. Ma a Bali si arriva con la forza del quarto rapporto degli scienziati ONU, l’IPCC che vincerà il premio nobel, e il nuovo rapporto dell’economista Stern che quantifica i costi economici disastrosi della inazione.
La realtà intanto ha mostrato l’aggravarsi oltre le previsioni del cambio climatico e le difficoltà della globalizzazione dura di Bush. A Bali si propone l’architettura per il Kyoto2, un trattato assai più complesso del primo. Ho già usato la metafora che è come passare dalla aritmetica all’insiemistica. Entrano nuovi fattori che devono tener conto di tutto ciò che determina le modificazioni antropiche del clima e sono indispensabili per le politiche necessarie ad affrontarlo. Gli inquinamenti storici; le deforestazioni; il procapite; i trasferimenti tecnologici; i finanziamenti; i meccanismi di sviluppo pulito; l’adattamento ai cambi comunque in atto e molto altro. Rimangono per altro le caratteristiche che hanno fatto di Kyoto un atto capace di successo, e cioè obiettivi e date certe e natura vincolante giuridicamente e dunque sanzionabile. E gli obiettivi di Bali assumono quelli degli scenari proposti dall’IPCC e cioè due step per le riduzioni che questa volta devono essere assai più massicce dell’inadeguato meno 6% sul 1990 per i Paesi industrializzati del Kyoto1. Si tratta infatti di un meno 25-40% al 2020 e di un meno 60-80% al 2°5°. Il documento di Bali per la prima volta è sottoscritto anche da Americani e Cinesi.
Dopo Bali il fatto che ulteriormente rafforza la prospettiva è il varo del pacchetto clima da parte dell’Unione Europea che, pur con compromessi, assume quello scenario con leggi approvate. Tutto ciò rende ragionevole puntare sulla possibilità che si arrivi sul serio al Kyoto2. A Copenhagen? Non è detto, ma non è detto nemmeno il contrario.
Cosa stia succedendo è noto. C’è una scesa in campo del neo G2, Usa e Cina. E cioè il Paese che ha ora il record delle emissioni totali, la Cina; e quello che mantiene saldamente quello delle procapite, e cioè gli USA. Il loro atteggiamento è ambivalente tra un desiderio di “prendere la guida”, ma probabilmente per calare una riforma di Kyoto sui propri interessi, e un rendersi conto che le politiche del clima sono obbligatoriamente multipolari. E infatti alle prime incaute dichiarazioni che depotenziavano Copenhagen, subito duramente criticate da Lula e Sarkozy, ha fatto seguito un investimento su Copenhagen in termini di presenza fisica dei presidenti, un vero evento storico, e di disponibilità ai tagli.
Le critiche di Sarkozy e Lula avevano la forza di poggiare su fatti concreti e cioè il pacchetto europeo approvato e l’impegno sulla non deforestazione dei latinoamericani, che vale il 15 per cento nel conto delle emissioni. Il pacchetto europeo ha poi la forza di aver affrontato concretamente e con leggi molti degli aspetti necessari al Kyoto2 e di averlo fatto secondo lo schema ONU.
Questo per me è il punto focale: tenere gli elementi cardini tipici del protocollo e cioè la valenza giuridica, la certezza di date e obiettivi, la verificabilità, la sanzionabilità, il carattere multipolare, l’inserimento di elementi cooperativi. Altro sarebbe passare ad uno schema “volontario”. Naturalmente anche lo schema Kyoto ha problemi grandi come la creazione di un gigantesco mercato della C02 probabilmente a rischio di speculazioni finanziarie; o le priorità di intervento (l’Africa ha fatto giustamente sentire la propria voce di continente che meno emette e più subisce).
Ma se si esce dallo schema vincolante non si sta più dentro Kyoto. Ci possono essere mediazioni e flessibilizzazioni, ma dentro schema ed obiettivi già sottoscritti a Bali. Per questo la mediazione danese va criticata perché quel 50% al 2050 indietreggia sugli scenari IPCC. Tenere lo schema Bali è decisivo; anche se magari servirà un nuovo appuntamento per ratificare giuridicamente accordi presi a Copenhagen. Dove però è bene decidere il più possibile, il meglio possibile.
Copenhagen celebra un incontro tra questa specifica storia di resistenza e i movimenti altermondialisti. Mette alla prova il nuovo corso di Obama. E’ una occasione che non possiamo perdere perché questo pianeta surriscaldato può continuare a vivere tranquillamente anche quando la vita su di esso per noi specie umana sia resa per nostra colpa impossibile.

No B-DAY...

[dal sito nazionale di SEL]
Il coordinamento nazionale di Sinistra Ecologia e Libertà ha deciso di aderire alla manifestazione nazionale del 5 dicembre promossa dai comitati B-day che ha già raccolto migliaia di adesioni attraverso la rete.
SEL partecipa alla manifestazione con la convinzione che sia uno dei momenti della mobilitazione contro il governo Berlusconi, incapace ancora una volta di affrontare serenamente il rapporto con la magistratura e la giustizia e che attraverso la riproposizione di leggi ad-personam come la prescrizione breve intende sottrarsi ai più elementari principi di legalità e democrazia
SEL è convinta che l’opposizione a Berlusconi deve essere innanzitutto opposizione sociale alle scelte economiche e ambientali che questo governo ha fatto.
La crisi dell’occupazione con l’inasprirsi di alcune vertenze, come quella dell’ex Eutelia da una parte e la recente approvazione del decreto sulla privatizzazione dell’acqua dall’altra, sono il segno caratterizzante di una politica del governo che va contrastata attraverso una forte mobilitazione sociale poiché la stessa opposizione presente in parlamento appare ancor una volta inadeguata e non sufficiente.
Alla mobilitazione del 5 dicembre e alle altre che seguiranno nelle prossime settimane, a cominciare da quella indetta da SEL il 7 dicembre per un nuovo patto sul clima in concomitanza al vertice di Copenaghen, sono la condizione essenziale per far crescere una proposta politica alternativa alle destre e al berlusconismo. Siamo convinti che sia urgente definire al più presto una vasta alleanza in grado di mandare a casa questo governo e le sue politiche.
Il coordinamento nazionale di SEL ha anche deciso di incontrare nei prossimi il comitato promotore della manifestazione del 5 dicembre.