domenica 9 maggio 2010
Grazie Peppino!
Lo ricordiamo con il video de "La storia siamo noi", qui solo la prima parte, su youtube il resto del racconto, toccante e umanissimo di Peppino...
venerdì 30 aprile 2010
Buon 1° Maggio, festa del lavoro...
[dal sito nazionale di SEL - Andrea Sironi] Il lavoro, o meglio l’occupazione di un individuo è un tema al quale occorre dedicare la massima attenzione. In Lombardia il lavoro è sempre stato considerato una straordinaria ricchezza, per le persone e per le imprese; la Lombardia è diventata la grande regione che è grazie al lavoro e al suo sistema impresa; un lavoro di qualità, certo e sicuro. Di fronte ai grandi e soprattutto repentini cambiamenti della società e del sistema produttivo le istituzioni dovranno ancora di più difendere questo valore in un momento in cui l’economia è in grande difficoltà; valore che determina la crescita della persona e della società nella quale vive. Il tasso di occupazione del nostro territorio è calato enormemente, è cresciuto spaventosamente il numero dei lavoratori in cassa integrazione e in mobilità, è cresciuto spaventosamente il numero dei giovani e delle donne che hanno un contratto di lavoro precario.
Che cosa significa? Che i giovani non sono più in grado di progettare il loro futuro, che le famiglie e la società sono più deboli e insicure! Le istituzioni dovranno garantire ai cittadini e al mondo produttivo un “buon” lavoro, rivolto alla non-precarietà. Aiuti economici alle donne che lavorano, con gli assegni formativi e con gli incentivi alle imprese che investono sulle lavoratrici e sui lavoratori. Promuovere l’inserimento delle persone disabili e rafforzando un sistema di sostegni a favore di chi il lavoro lo cerca per la prima volta e di chi lo perde o lo cambia.
Le istituzioni dovranno sempre più accollarsi un compito impegnativo e dovranno assolverlo con la collaborazione di tutti: cittadini lavoratori, imprese e organizzazioni sindacali. Il nostro territorio ha le risorse, le competenze e la volontà per diventare “all’avanguardia” per qualità dello sviluppo, coesione sociale, sostenibilità ambientale, promozione della solidarietà. E’ fortemente necessario contrastare la precarizzazione del lavoro e l’idea di una crescita a due velocità; per questo è necessario scegliere di agire con una visione di insieme. La qualità dello sviluppo economico dipende dalla qualità del lavoro e dalla sua sicurezza, dalla coesione sociale, dalla capacità di una comunità di crescere insieme.
Buon 1° maggio a tutti!
domenica 25 aprile 2010
W il 25 APRILE, W LA LIBERAZIONE!!!
Ai fratelli Cervi, alla loro Italia
In tutta la terra ridono uomini vili,
principi, poeti, che ripetono il mondo
in sogni, saggi di malizia e ladri
di sapienza. Anche nella mia patria ridono
sulla pietà, sul cuore paziente, la solitaria
malinconia dei poveri. E la mia terra è bella
d’uomini e d’alberi, di martirio, di figure
di pietra e di colore, d’antiche meditazioni.
Gli stranieri vi battono con dita di mercanti
il petto dei santi, le reliquie d’amore,
bevono vino e incenso alla forte luna
delle rive, su chitarre di re accordano
canti di vulcani. Da anni e anni
vi entrano in armi, scivolano dalle valli
lungo le pianure con gli animali e i fiumi.
Nella notte dolcissima Poliremo piange
qui ancora il suo occhio spento dal navigante
dell’isola lontana. E il ramo d’ulivo è sempre ardente.
Anche qui dividono in sogni la natura,
vestono la morte e ridono i nemici
familiari. Alcuni erano con me nel tempo
dei versi d’amore e solitudine, nei confusi
dolori di lente macine e di lacrime.
Nel mio cuore finì la loro storia
quando caddero gli alberi e le mura
tra furie e lamenti fraterni nella città lombarda.
Ma io scrivo ancora parole d’amore,
e anche questa è una lettera d’amore,
alla mia terra. Scrivo ai fratelli Cervi
non alle sette stelle dell’Orsa: ai sette emiliani
dei campi. Avevano nel cuore pochi libri,
morirono tirando dadi d’amore nel silenzio.
Non sapevano soldati filosofi poeti
di questo umanesimo di razza contadina.
L’amore la morte in una fossa di nebbia appena fonda.
Ogni terra vorrebbe i vostri nomi di forza, di pudore,
non per memoria, ma per i giorni che strisciano
tardi di storia, rapidi di macchine di sangue.
Salvatore Quasimodo
sabato 24 aprile 2010
Eccoci. Ci siamo, ci tesseriamo!
Lo svolgeremo nell’autunno 2010. Così abbiamo deciso nella riunione del 1° Comitato Nazionale riunito a Roma il 17 aprile scorso. Ma vorremmo soprattutto dire quello che determinerà definitivamente, anche se in questo caso principalmente per via formale, l’esistenza del nostro partito (non partiamo da zero, le adesioni del 2009 sono state, per approssimazione circa 30.000).
I territori, che spingono da tempo in questo senso, potranno così avere una ulteriore piccola certezza di essere parte di un collettivo tangibile e non meteore vaganti, per costruire tutti assieme il contenitore migliore possibile delle nostre tante e belle idee, che abbiamo visto nascere per vie inaspettate dentro un universo politico della sinistra annichilita che sembra aver introiettato definitivamente la propria crisi di pensiero lungo.
Avevamo pensato di poter arrivare prima (entro l’estate, avevamo detto all’Assemblea di Roma del dicembre scorso). Un po’ di ottimismo della volontà ci spinge ogni tanto a correre più di quanto siamo in grado di fare, ma soprattutto il calendario delle Elezioni Amministrative del 2010 ha scombinato i nostri programmi. Come certamente sapete, alla fine di maggio saranno chiamate al voto buona parte degli elettori e delle elettrici delle regioni a Statuto speciale (Aosta e buona parte dei comuni della Valle d’Aosta, molti anche delle province di Trento e Bolzano, diversi comuni della Sicilia e tutte le 8 province della Sardegna, quindi gli elettori e le elettrici di tutta la regione). Perciò abbiamo pensato di prenderci il tempo necessario per mettere anche queste regioni nella possibilità di svolgere i propri congressi con i tempi dovuti. La debolezza della struttura organizzativa centrale, inoltre, ha dovuto arrendersi a tempi più lunghi del previsto.
Il percorso che stiamo intraprendendo è però quello scelto da tutti e tutte e dobbiamo cercare di evidenziarne le potenzialità, il lavoro positivo fatto attraverso uno sforzo vero di “rimescolamento” delle forme tradizionali che i partiti della sinistra hanno fin ora praticato, laddove questo è accaduto. Non dobbiamo però sottacere i “vizi” che, per molteplici ragioni, non siamo riusciti ancora a indebolire, a superare, a vincere. (Continua qui...)
giovedì 22 aprile 2010
Il grande imbroglio???
sabato 10 aprile 2010
Il manifesto imbrattato...
Affisso il giorno 9 Aprile 2010, in serata il nostro manifesti in via Carducci, via centralissima e trafficata di Lavello (PZ), è stato imbrattato con un chiaro segno di tipo fascista, una croce celtica.Questo non è il primo atto che dovrebbe portare a riflettere la nostra cittadina, nel 25 Aprile del 2009, in Viale della Libertà, qualche buon tempone ha deciso di scrivere: "25 Aprile lutto nazionale", oggi la scritta è ancora visibile anche se sbiadita.
Crediamo fermamente nei valori della costituzione e nel confronto politico anche con chi imbratta i muri con frasi e simboli nefasti e antidemocratici, ma non accettiamo l'indifferenza e la poca importanza che è attribuita a gesti come questi. La democrazia si difende ogni giorno eperché, parafrasando Hannah Arendt, il "male è banale", è nelle piccole cose di ogni giorno e va fermato e tenuto a freno in modo deciso ogni momento.
Noi non ci faremo intimorire e non ci faremo trovare impreparati ad un prossimo atto antidemocratico e fascista rivolto a chiunque nel nostro Comune. Noi abbiamo il coraggio e la serenità di esprimere il nostro pensiero in pubblico e nel rispetto assoluto delle regole democratiche, chi compie questi gesti no.